BRUXELLES – Il voto odierno al Parlamento Europeo segna una nuova, importante battuta d’arresto per l’accordo commerciale tra l’Unione Europea e il Mercosur (il blocco sudamericano composto da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay). La decisione di deferire il trattato alla Corte di Giustizia dell’UE congela di fatto un processo di ratifica che dura da oltre un quarto di secolo.
Cosa fa la CGUE? annullare atti giuridici dell’UE (ricorsi per annullamento). Se ritengono che un atto dell’UE violi i trattati o i diritti fondamentali, il governo di uno Stato membro, il Consiglio dell’UE, la Commissione europea o, in taluni casi, il Parlamento europeo, possono chiedere alla Corte di annullarlo.
Cos’è il Mercosur e perché se ne parla da 25 anni?
Il Mercosur (Mercato Comune del Sud) è nato nel 1991 con l’obiettivo di creare un’area di libero scambio e un’unione doganale tra le principali economie del Sud America. Le trattative per un accordo di associazione con l’Europa sono iniziate ufficialmente nel 1999.
L’obiettivo del trattato è ambizioso: eliminare i dazi doganali su oltre il 90% dei prodotti scambiati tra i due blocchi, creando una zona di libero scambio che coinvolge quasi 800 milioni di persone e circa un quarto del PIL mondiale. Per l’Europa, significa risparmiare circa 4 miliardi di euro l’anno in dazi; per il Sud America, significa un accesso privilegiato al mercato unico europeo.
Le due facce della medaglia: favorevoli vs contrari
I Favorevoli: Germania, Spagna e (con riserva) Italia
I sostenitori dell’accordo (guidati da Germania e Spagna) vedono in questo patto una necessità geopolitica ed economica:
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Industria: L’abbattimento dei dazi favorirebbe le esportazioni di auto, macchinari e prodotti chimici europei.
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Geopolitica: L’accordo è visto come un modo per limitare l’influenza della Cina in America Latina e garantire all’Europa l’accesso a materie prime critiche (come il litio per le batterie).
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Vantaggi italiani: Settori come la meccanica, la siderurgia e il farmaceutico potrebbero beneficiare di un incremento dell’export, oltre alla protezione legale per centinaia di prodotti a indicazione geografica (DOP/IGP).
I Contrari: Francia, Polonia e il fronte agricolo
L’opposizione più dura viene dai paesi con un forte settore agricolo tradizionale:
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Concorrenza sleale: Gli agricoltori europei temono l’invasione di carne bovina, pollame e zucchero a prezzi stracciati.
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Ambiente e Salute: Esiste un forte timore legato alla deforestazione dell’Amazzonia e all’uso di pesticidi che in Europa sono vietati.
Il “No” della Polonia: perché Varsavia è in prima linea?
La Polonia, insieme alla Francia, è stata il motore della fronda che ha portato al deferimento legale dell’accordo. Ecco le ragioni specifiche di Varsavia:
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Dumping Agricolo: La Polonia è uno dei principali produttori agricoli dell’UE. Il governo polacco sostiene che gli agricoltori locali non possano competere con i giganti sudamericani, che operano con standard di benessere animale e sicurezza alimentare molto meno rigorosi (e quindi meno costosi).
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Protezione dei settori chiave: Varsavia teme l’impatto sulle quote di importazione di carne di pollame e zucchero, settori dove la Polonia è leader europeo ma che verrebbero travolti dalla produzione intensiva del Brasile.
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Il “Raggiro” procedurale: I rappresentanti polacchi hanno aspramente criticato la tecnica dello “splitting” (divisione del trattato), con cui la Commissione Europea ha cercato di far passare la parte commerciale dell’accordo senza l’unanimità dei parlamenti nazionali, una mossa vista come una violazione della sovranità degli stati membri.
Il voto di oggi mette l’accordo in un “limbo legale”. Mentre paesi come Germania e Spagna spingono per una ratifica rapida per rilanciare l’industria, Polonia e Francia hanno ottenuto una vittoria politica significativa, costringendo i giudici di Lussemburgo a valutare la legittimità di un trattato che, dopo 25 anni, appare ancora lontano dal traguardo.

