WARSZAWA – Il periodo è quello giusto: il turista arriva in Polonia. Ed i dati sono molto incoraggianti. Nel 2024 il Paese ha visto una crescita importante del settore con, per quanto riguarda gli italiani, arrivi in forte crescita per cui si contano 537.000 italiani che hanno avuto il piacere di visitare la Polonia. La permanenza media è, dicono i dati, di 3,04 notti con visite maggiori alle mete storiche della Polonia: Cracovia, Varsavia, Breslavia e Danzica.
Ma, i flussi turistici in entrata creano anche l’occasione per tentativi di truffa a carico dei clienti. Oggi vi raccontiamo l’esperienza relativa ad un autonoleggio. Un racconto che serve per far fare esperienza a tutti i lettori e far “alzare le antenne” in casi simili.
Noleggi a poco. Ma poi…
Tra le opzione turistiche, c’è l’auto noleggio. E, praticamente tutti, lo si fa con una prenotazione online: prenoti il volo, l’albergo o il b&b e l’auto. Le stesse compagnie aeree, tra i servizi che ti offrono tra una valigia in stiva e l’altra, mettono in evidenza anche la possibilità di autonoleggio.
Oltre a queste, ci sono però altre piattaforme online specializzate che analizzano le offerte presenti sul mercato, ti rilasciano una lista e tu scegli.
Se non ci sono particolari richieste (chessò, si è in 8 e serve un pulmino), generalmente si “va al risparmio”. Per cui, se due Fiat 500 sono offerte alle stesse condizioni ma a prezzo diverso, perchè devo andare a spendere 35€/giorno se la posso avere a 16€?
Extra assicurazione: si o no?
Ma qui comincia il trucchetto ed il percorso per fregarti. La prenoti a 16€, ti arrivano mille fogli di contratto, spiegazione, ringraziamenti, clausole. Tra le più intense richieste sono le “assicurazioni extra“. Cioè ti dicono: “Ascolta, se paghi 50/100€ in più, anche se puoi avere problemi durante il noleggio, tranquillo, ci pensiamo noi“.
Non sempre si accetta questo invito: è lo stesso suggerimento delle compagnie aeree che ti offrono una assicurazione extra, se compri un pc o un cellulare ti offrono una assicurazione extra.. e via dicendo.
L’assicurazione extra non la prendi. Ecco allora che succede
Si arriva all’aeroporto. Cerchi il box autonoleggio dove hai prenotato, dentro l’aeroporto per prendere l’auto e non lo trovi. Chiedi a qualcuno del settore li presente. Lui, guardandoti già con compassione perchè sanno che stai entrando un un percorso di “scamming” e fregatura, ti dice: “Questi non sono qua. Devi chiamarli e vengono a prenderti“.
Ok, facciamolo. Ma non è facile. Il numero sulla ricevuta di prenotazione di porta in Spagna dove deve esserci una sorta di call center. Gli spagnoli ti dicono: “Esta bien, li chiamiamo noi“. Ma aspetta e spera.
Cerchi allora meglio e, in fondo alla ricevuta, in piccolino, trovi un numero di cellulare polacco. Chiami due, tre volte. Alla fine rispondono: “Si, siamo noi. Siamo venuti all’orario indicato ma non c’era nessuno“. Giusto, hanno ragione: l’aereo ha ritardato nell’atterrare per cui aspettare inutilmente. “Però aspettate che stiamo arrivando“.
Aspetta, aspetta. Almeno 15 minuti che in una condizione di arrivo all’aeroporto con un po’ di stanchezza, non sono pochi. Poi arriva l’auto ed il tizio. Deve essere un’auto di servizio: sporca fuori, con molliche e sporcizia dentro. Vabbé: speriamo non sia così quella in noleggio.
Non è vicino dove dobbiamo andare. Certo, sempre nell’area dell’aeroporto. Ma ben lontanuccia. Alla fine si arriva ad una specie di parcheggio (o forse era proprio un parcheggio), in cui tra le altre auto li ferme, c’era l’auto da noi noleggiata, parcheggiata. Nessun ufficio o ufficetto, nessun desk. Ci si mette fuori, accanto all’auto a noleggio.
Danni e extra
E qui comincia il balletto scamming. Praticamente, con molta, molta, molta solerzia il ragazzo/autista ti dice che, “se al rientro ci sarà un segno di danneggiamento nell’auto, ci prenderemo fino a 800€“. Se invece paghi un extra, al massimo si prendono 150€. Un protocollo usuale per l’autonoleggio quello di una assicurazione extra. Ma il modo di fare non prospettava molta fiducia.

Decidiamo così di fare un giro approfondito della carrozzeria e grazie al potere dei cellulari, facciamo foto a tutti i minimi segni che vediamo. In realtà, il protocollo prevede che il noleggiatore ed il cliente debbano fare assieme tale ispezione e segnare in un foglio i danni rilevati che poi il cliente firma per accettazione: se ci sarà altro alla restituzione, potrà cominciare la procedura di rimborso.
Cosa firmiamo?
Ma noi non vediamo nessun foglio in cui indicare sti danni. Invece ci portano sul cofano dell’auto, all’aperto e ci fanno vedere un computer dove indicano di fare la firma in dei riquadri che poi, dopo con l’arrivo di una e.mail, ci siamo accorti ci avevano fatto firmare la presa di consegna dell’auto con il riconoscimento dei “danni” presenti.
Prima di concludere e fare l’ultima firma “digitale”, ancora una volta: “Se al ritorno ci saranno segni di danni nella carrozzeria, vi faremo pagare fino a 800€. Se invece fate un’assicurazione extra, la massimo ci prendiamo 150€.” Era proprio l’avvio di un tentativo di truffa.
Stiamo questi 3 giorni e riportiamo la macchina. Trattata come una principessa: parcheggi sempre ottimi, percorsi nelle fantastiche strade polacche sempre praticamente perfette, all’interno di flussi di traffico inimmaginabili per gli italiani, con rispetto del codice della strada che, nei primi momenti, ci metteva a disagio: ma come puoi guidare a 40km/h in una strada pochissimo trafficata, perfetta di asfalto, rettilinea? Ma, consiglio: meglio seguire il codice o se ti beccano, ti smontano!
Restituzione auto: comincia il balletto per la truffa
Riportiamo l’auto molto presto di mattina (e per questo abbiamo dovuto pagare un’extra per il “servizio”). E qui comincia il “balletto della fregatura”. Con molta fretta e, mi è parso, con un certo nervosismo, il ragazzo (un altro diverso dal primo che abbiamo incontrato, quindi c’è una organizzazione), fa un veloce giro dell’auto per controllare “i danni alla carrozzeria”. Si ferma velocemente nella parte bassa, anteriore, incavata vicino al paraurti e cerchio esterno dell’auto: “Guarda qui – dice – qui c’è un “nuovo” danno“.
Ma dove? Si guarda meglio e, dovendo cercare di trovare il giusto contrasto con la luce esterna, si nota una linea perfetta, orizzontale. All’interno di in incavo della carrozzeria. Cioè, per fare quel “danno”, avresti dovuto sbracare mezzo copri cerchio anteriore. Ed invece è tutto integro e non toccato minimamente.
Comincia la disputa. “Ma guarda che non è possibile: l’auto è stata trattata benissimo. Non è possibile“. Sua risposta con la faccia di uno che sa che sta dicendo, come si dice in italiano “una cazzata”: “No, qui c’è un segno che prima non c’era“. Mio commento: “Ma scusa: come fai a saperlo se tu non eri qui la volta scorsa, non hai con te nessun documento per vedere quali erano i danni eventualmente riportati.. e ti sei fiondato in un angolo che puoi vedere solo se ti metti in ginocchio“. Lui: “No, qui c’è un danno che prima non c’era: eccolo”.
Segno orizzontale, da cacciative, arruginito: fatto da tempo
Vi facciamo vedere la foto dopo: un segno orizzontale, fatto evidentemente con un riga. Arrugunito nel solco, segno che era li da mesi se non anni. Fatto un una zona incava dove non puoi creare nessun danno se non sfasci mezzo paraurti. Un segno che puoi fare solo se ti metti in ginocchio ed usi uno scalpellino, un chiodo, un giravite.
La polemica è durata molto. Con il rischio di persino perdere l’aereo perchè dopo la discussione, in quel parcheggio lontano, c’era poi la strada fino all’aeroporto.
Il ragazzo, della “banda della truffa” ci ha provato e riprovato minacciando di attivare il prelievo forzato di 800€. La cosa rischiava di degenerare. In effetti, avrei potuto fare la prova: “Senti, tieni sti 100zl e basta“: forse avrebbe accettato ma sarebbe stato piegarsi alla “piccola mafia”. In realtà ho fatto altro: “Tu prova a fare questo, ed io ti denuncio alla Polizia”.
Denuncia alla polizia?
Non so se è servito. Forse la Polizia in Polonia funziona bene; forse la loro attività magari era nota alle forze dell’ordine ed una nuova denuncia, li avrebbe messi in forte “difficoltà”. Forse il senso deciso con cui è stato detto è anche servito.
La polemica si è interrotta, il passaggio fino all’aeroporto c’è stato. Scendendo, l’ultima frase: “Tu provaci, ed io ti denuncio alla Polizia“.
Alla fine non hanno fatto niente. Il contratto è stato chiuso senza indicazione di “danni subiti”; l’importo in carta di credito a garanzia, è stato restituito. Il tentativo di truffa, è andato a male.
Lo raccontiamo perchè vogliamo trasferire un’esperienza che magari può servire. Noleggiare un’auto magari da compagnie minori fa risparmiare nell’importo, ma rischi una logistica difficile con parcheggi lontani, orari lunghi, attese lunghe. E magari tentativi di scamming come questo.
Meglio sapere, che curare.







