WARSZAWA – La Unione Europea, nella figura della Presidente della Commissione, Ursula Von der Lynen, ha ufficialmente chiesto alla Polonia di aprire i suoi confini agli immigrati. Ufficialmente la richiesta è indirizzata ai “richiedenti asilo”. Ma visto che praticamente tutti richiedono un “asilo”, per la Polonia significa aprire le porte a tutti.
Secondo le ultime direttive da parte del governo di centro-destra-sinistra del premier Donald Tusk, la Polonia ha indicato la volontà di sospende temporaneamente l’incontestabile diritto di asilo. Un tale incontestabile diritto per cui la Commissione EU (che dovrebbe occuparsi di altre cose), ha chiesto immediatamente alla Polonia di cancellare tale sospensione e seguire il diritto internazionale.
Problemi nella relazioni tra “l’Est dell’Ovest” e la Russia
La logica di tale sospensione sta, nelle indicazioni del Governo, di controllare il flusso di immigrati che dalla Bielorussia è costante e preme verso i confini polacchi. Purtroppo con l’esacerbarsi delle relazioni tra l’Est dell’Ovest con Russia e suoi alleati, è da lungo tempo che l’afflusso di immigrati è usato come arma non convenzionale per porre sotto pressione i Paesi della Unione Europea. Un’accusa che la Polonia ha lanciato verso la Bielorussia già due anni fa.
Coalizione in spaccata ed immigrazione in arrivo?
Benchè Tusk in questa fase “giochi” a mantenere fermo il polso contro l’immigrazione, è altamente probabile che cederà su buona parte della linea.
In primis come ex presidente del Consiglio Europeo (2014-2019) ha una particolare legame con il governo di sinistra oggi in Europa. Lo stesso Tusk, sempre da presidente del Consiglio, indicava nell’accettazione degli immigranti, secondo le norme, uno dei passi da fare per l’unità della Unione Europea (link).
Ma oggi ci sono anche prese di posizione in favore dell’apertura all’immigrazione. Forse come reazione alla politica di controllo e sicurezza del passato governo del PiS, oggi gli alleati di Tusk, ritenutisi alternativi al PiS, sono favorevoli all’asilo politico. E considerando che praticamente tutti chiedono l’asilo politico e la gestione di tale pratica chiede mesi se non anni, la prospettiva è che anche la Polonia si riempia di “richiedenti asilo politico”.
Secondo il The Guardian, Szymon Hołownia esponente di “Polska 2050 Szymona Hołowni” (Poland 2050), partito sinistroide e già mollato da 8 suoi rappresentanti prima delle elezioni dle 2023, ha dichiarato che “si, gli immigranti devono essere ammessi perchè il diritto di asilo è sacro”.
Krzysztof Śmiszek, questo più chiaramente di Sinistra, ha anche lui giocato con le “leggi internazionali”, che mai tengono conto della realtà ma vengono pianificate a tavolino da personaggi ben più che benestanti e protetti. Secondo Śmiszek appunto le leggi internazioni consentono agli immigranti tutti i diritti di asilo. E condanna ciò che fece il PiS che preservò la Polonia da tale invasione.
La Commissione Europea a favore dell’immigrazione
Ovviamente a favore dell’immigrazione tramite asilo politico, è la Commissione Europea. Sempre i The Guardian riporta una dichiarazione di un porta-voce europeista per cui i “membri della Unione Europea hanno degli obblighi internazionali che includono i diritto di asilo”.
Eppure il problema della gestione dei milioni di immigranti che hanno stabilito la propria destinazione illegale in Europa, è un problema serio. Secondo Europarl.europa.eu sono 5,1 milioni gli immgrati che hanno avuto accesso all’Unione Europea
L’arrivo di migliaia di ipotetici richiedenti asilo ha messo a dura prova le Nazioni europee con degenerazioni sociali e culturali che si possono vedere nella periferia francese, nella cosiddetto “no entry zone” in Svezia, con le dichiarazioni di immigrati che si lamento che in “Danimarca ci sono troppi danesi”. Sotto pressione anche il Regno Unito che vede l’arrivo clandestino di migliaia e migliaia di immigranti non fermati in territorio francese.

