VIENNA – L’ambiente economico globale è diventato improvvisamente più ostile, segnato da tensioni geopolitiche in Medio Oriente, interruzioni nello Stretto di Hormuz e una rinnovata spinta inflazionistica. Nonostante un’Eurozona che fatica a crescere (attesa allo 0,9% quest’anno e all’1,0% nel 2027), l’Europa Centrale, Orientale e Sud-Orientale (CESEE) continua a dimostrarsi straordinariamente resiliente, superando ampiamente la media dell’area dell’euro.
Il quadro regionale è profondamente frammentato: lo shock energetico ha interrotto il trend di disinflazione, costringendo le banche centrali a frenare i tagli dei tassi o a rialzarli, mentre pesanti vincoli di bilancio mettono alla prova i governi. In questo scenario complesso, il “vecchio modello” basato su manodopera a basso costo e forte domanda tedesca sta lasciando spazio a nuove dinamiche, dove a vincere saranno i paesi capaci di mobilitare investimenti ad alto valore aggiunto.
Focus Polonia: Una locomotiva solida nonostante i venti contrari globali
Mentre economie chiave della regione affrontano recessioni (come la Romania) o stagnazioni prolungate (come la Russia), la Polonia si conferma uno dei punti di forza assoluti dell’intera area CESEE.
Secondo il report di WIIW – Wien Institute for International Economic Studies – i punti chiave della performance polacca sono collegati ad una crescita economica brillante: per il 2026 la crescita del PIL polacco è prevista a un solido 3,7%, destinata poi a stabilizzarsi poco sopra il 3% sia nel 2027 che nel 2028.
I motori di questa ripresa o continuita’ aziendale sono sempre di più investimenti robusti ed esportazioni, mentre la corsa dei consumi interni ha registrato una naturale moderazione.
Il tasso di disoccupazione si mantiene su livelli eccezionalmente bassi, oscillando intorno al 3%, confermando un mercato del lavoro estremamente rigido e competitivo.
La pressione sui salari nominali rimane forte (con incrementi storicamente elevati ma in graduale normalizzazione verso il 6% annuo), garantendo il sostegno al potere d’acquisto delle famiglie.
Guerra e Sanità come sprint economico
Ovviamente ci sono difficolta’, legati ai “venti contrari” provenienti dai mercati globali dei carburanti e l’inevitabile trasmissione delle pressioni sui prezzi. Pur con tutto cio’, l’economia polacca sta assorbendo i colpi con una tenuta fuori dal comune. Forse anche per una politica fiscale espansiva con il governo che mantiene una linea di bilancio marcatamente espansiva, alimentata in modo particolare dall’incremento della spesa destinata alla difesa (vedi guerra Russia/Ucraina) e alla sanità.
In un contesto europeo in cui la Germania mostra segnali di ripresa ancora incerti e legati a settori specifici (come difesa e data center) con limitati benefici di ricaduta per i vicini, la Polonia dimostra di possedere una dinamica interna autonoma e solida, confermandosi il perno economico della stabilità nell’Est Europa.

