WARSAW – Secondo il ministro degli Esteri polacco, Władysław Teofil Bartoszewski, l’Ungheria dovrebbe lasciare la Nato. O, perlomeno, si è chiesto “perchè” l’Ungheria deve essere membro della Nato visto che critiche che vengono lanciate.
In effetti, la disputa politico/diplomatica è praticamente emersa per le rispettive dichiarazioni per cui all’accusa della Polonia, il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, ha indicato che la Polonia, sotto sotto, continua a fare affari con la Russia in merito all’acquisto di petrolio.
Secondo l’agenzia PAP, l’Ungheria ha relazioni con la Russia per la gestione della propria fornitura energetica che consiste nell’importazione di 4.5 miliardi di gas proprio dalla Russia.
Al di là ed oltre i battibecchi diplomatici, il problema “serio” è la rottura dei rapporti di forte collaborazione che avevano tenuto assieme la Polonia e l’Ungheria fino ad un anno fa.
Quando al governo il Polonia c’era il PIS, Prawo i Sprawiedliwość a guida Jarosław Kaczyński, il rapporto tra i due governi Conservatori era all’apice. Tanto che, a vicenda, si sostenevano contro le azioni di minacce e veti che la Commissione Europea attivava ora contro uno, ora contro l’altro.
Quando alle ultime politiche la coalizione di centro-sinistra, con più sinistra che centro, ha vinto in Polonia mandando Donald Tusk al premierato, le cose sono tremendamente cambiate.
Se nel PIS la visione critica verso la Unione Europea è rimasta integra, il Primo Ministro Donald Tusk è invece totalmente pro UE e, soprattutto, pro Ursula von der Leyen.
Questo cambio di passo della Polonia ha ovviamente incrinato del tutto i rapporti Polonia-Ungheria. Cosa che emerge con forza persino nello stop alle attività del Visegrad Group, il gruppo dei 4 Paesi dell’Europa Centrale (Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia e Slovacchia) formato nel Febbraio del 1991 come alleanza delle nazioni centro Europee soggette per decenni al regime comunista.
Il sito del Visegrad Group (link) è fermo ad una nota stampa al 30 giugno 2023.


