WARSZAWA – Il via libera di Donald Trump al ritiro di 5.000 soldati dagli Stati Uniti. Germania sta riaccendendo la competizione politica a Varsavia: da un lato il primo ministro Donald Tusk, dall’altro il presidente Karol Nawrocki. Le rispettive visioni contrapposte stanno innescando un vivace dibattito nella capitale polacca su come e se approfittare della decisione del Pentagono di ridistribuire i militari statunitensi nel Vecchio Continente.
La linea del premier Tusk: “Sì a più truppe USA, ma senza indebolire la Germania”
Il primo ministro Donald Tusk non ha nascosto il suo interesse ad aumentare la presenza americana in Polonia, dove già risiedono circa 10.000 soldati USA. Da tempo Varsavia spinge per ottenere una base permanente, una “Fortezza Trump” nel cuore dell’Europa orientale. Tuttavia, lunedì scorso il premier ha detto chiaramente che non intende “rubare” i soldati che lasceranno la Germania, una mossa che, a suo avviso, “minerebbe la solidarietà europea”.
La paura di indebolire la Nato
La posizione di Tusk è netta: la Polonia non deve essere “lo strumento usato per infrangere l’unità europea”. Il timore è che un’azione troppo aggressiva per attrarre le truppe USA possa creare una frattura interna all’Alleanza Atlantica, indebolendo il fianco orientale proprio mentre la minaccia russa si fa più concreta.
L’offerta del presidente Nawrocki: “Portateli da noi, siamo pronti”
Contrariamente alla prudenza di Tusk, il presidente Karol Nawrocki ha lanciato una proposta molto più decisa. Durante le esercitazioni NATO “Brave Griffin 26–II” in Lituania, Nawrocki ha dichiarato senza mezzi termini: “Se il presidente Trump deciderà di ridurre il contingente in Germania, noi in Polonia siamo pronti ad accogliere i soldati americani. Abbiamo già le infrastrutture pronte”.
Nawrocki farà personalmente pressione su Trump
Nawrocki ha aggiunto, con un messaggio diretto allo stesso inquilino della Casa Bianca, di essere determinato a fare pressioni su Donald Trump affinché le truppe vengano spostate ad est. La mossa del presidente polacco, che gode di ottimi rapporti con Trump, è un’aperta sfida alla linea più cauta del premier Tusk.
Un fronte comune contro la Russia
Nonostante le divergenze tattiche sul destino dei soldati USA, c’è un punto in cui sia Tusk che Nawrocki concordano pienamente: la percezione di una minaccia incombente dalla Russia e dalla Bielorussia.
Durante la visita alle esercitazioni “Brave Griffin 26–II”, il presidente Nawrocki ha ribadito che “Polonia e Lituania diagnosticano la stessa minaccia, e questa è la Federazione Russa”. Ha aggiunto che i due paesi stanno già lavorando per integrare i loro sistemi di difesa, come la “Tarcza Wschód” (Scudo Orientale) polacca e la “Baltic Defence Line” lituana.
Le decisioni di Washington e le prossime mosse
Il dibattito è stato scatenato dalla scelta della Casa Bianca, annunciata venerdì scorso dal Segretario alla Difesa Pete Hegseth, di ritirare circa 5.000 uomini dai 36.000 attualmente stanziati in Germania. La decisione, che arriva dopo le tensioni tra Trump e il cancelliere tedesco Friedrich Merz sulla guerra in Iran, sarà completata nei prossimi 12 mesi. E mentre Trump ha ventilato la possibilità di ulteriori tagli, la notizia non ha colto di sorpresa solo gli alleati europei, ma anche gli stessi vertici del Pentagono.
Nonostante le divergenze, una cosa è certa: qualunque sia l’esito di questa competizione politica, la Polonia intende giocare un ruolo centrale nella ridefinizione della sicurezza europea.

