WARSZAWA – Una norma approvata dal Parlamento polacco ha deciso di depenalizzare l’uso di armi da fuoco in uso alla polizia di frontiera nel caso di difesa dall’ingresso di clandestini nel territorio polacco.
La norma è stata votata dopo l’escalation di aggressioni e tentativi di ingresso illegale da parte di immigranti in arrivo dal lato Bielorusso del confine.
Durante questi atti, un giovane soldato, chiamato solo col nome Mateusz, è stato ucciso a coltellate all’inizio di Giugno proprio da immigranti illegali al confine polacco-bielorusso.
Secondo il Ministro degli Interni, Maciej Duszczyk, sono stati 13 gli agenti di confine che hanno avuto danni permanenti a causa degli attacchi degli immigrati.
Critiche dalla UE
Su tale norma che prevede la legittimità dell’uso di armi per difendere la propria incolumità e dei propri commilitoni, è intervenuta ovviamente la Unione Europea tramite il commissario delegato, Michael O’Flaherty.
Secondo O’Flaherty tale norma va contro le disposizioni di protezione secondo la casistica dei “diritti umani”. A suo dire ci potrà essere un “uso arbitrario delle armi con la mancanza di una indagine successiva”.
In un’altra lettera, lo stesso Michael O’Flaherty ha chiesto al governo polacco di aprire ad una gestione più ampia dell’immigrazione. Riporta la BBC che O’Flaherty contesta che 7.317 immigrati clandestini siano stati rispediti oltre confine, cosa che evidentemente per la Unione Europea non si può fare.
Ovviamente l’attuale gestora dell’Unione Europea, pur avendo interpretato il problema dell’immigrazione clandestina in maniera restrittiva durante il periodo prima delle elezioni europee, è in realtà politicamente aperto all’ingresso di immigrati. L’accesso sarebbe in teoria controllato, ma la realtà è che non si pongono limiti all’ingresso. Tranne che sanzioni per chi non si prende una quota di clandestini
Tusk tra polacchi e commissari europei
Situazione delicata per il premier polacco Donal Tusk che ha riportato la Polonia sotto il controllo della burocrazia dell’Unione Europea.
Se da un lato deve dare retta ampiamente e senza reticenze alle “indicazioni” che arrivano da Bruxelles, dall’altro lato deve anche capire il “sentiment” del popolo polacco. Specie rispetto all’immigrazione clandestina da sempre strettamente controllata e che ha fatto delle città polacche aree senza pericolo di violenza immigrata come ormai praticamente tutte le città europee.
Secondo una recente verifica statistica, circa 86% della popolazione polacca sostiene la politica di chiusura e di controllo dei confini. Con la specifica disponibilità per soldati e polizia di usare le armi per difendere la Polonia.

