WARSZAWA – La decisione arriva in un momento delicato. L’inflazione di ottobre è tornata dentro l’obiettivo della banca centrale, cioè nella fascia tra il 2,5% e l’1% in più o in meno, ma si trova nella parte alta. Il dato importante, però, è che la crescita dei prezzi non sembra ancora diffusa a tutta l’economia. L’inflazione “di fondo”, quella che esclude cibo ed energia, dovrebbe essere scesa sotto il 3%. Per questo il Consiglio di politica monetaria ha potuto scegliere di aspettare e osservare prima di muoversi.
Quadro delicato
Il quadro resta comunque delicato per via dell’energia. La guerra in Medio Oriente continua a tenere alti i prezzi delle materie prime energetiche: il gas europeo è circa 2,5 volte più caro rispetto all’inizio dell’anno. Finora non ci sono segnali forti che il costo dell’energia si stia trasferendo su tutti gli altri prezzi. Le imprese hanno poco spazio per aumentare i prezzi, la domanda è debole e i salari crescono in modo moderato. Anche le indagini tra le aziende non mostrano forti pressioni salariali.
Il governatore della NBP, Adam Glapiński, ha spiegato che la banca centrale è pronta ad agire e che ci si sta avvicinando a un punto in cui il quadro dell’inflazione dovrebbe diventare più chiaro. Ha anche detto che “preoccupa che i tassi possano dover essere alzati”. Secondo il governatore, un’energia cara a lungo termine potrebbe spingere le imprese ad alzare i prezzi su più beni e servizi. Inoltre i prezzi alla produzione stanno salendo rapidamente, il gas caro può aumentare i prezzi dei fertilizzanti e quindi del cibo con circa un anno di ritardo, e il programma che riduce il prezzo dei carburanti scadrà all’inizio del prossimo anno.
Dipende dall’inflazione
Un altro elemento importante sarà la nuova previsione macroeconomica, che avrà un ruolo centrale nella discussione del Consiglio. Se indicherà un’inflazione elevata tra la fine del 2027 e il 2028, la NBP potrebbe adottare un tono più prudente. Conterà anche l’aumento dei prezzi regolamentati dall’inizio del 2027, soprattutto per il gas, anche se il governo ha già segnalato una possibile intervenzione sul mercato del gas, oltre al tetto già esistente sul prezzo della benzina.
Per il 2026 non si cambia. Ma dopo…
La previsione centrale resta nessun cambio dei tassi a novembre e dicembre 2026. Poi, nel primo trimestre del 2027, sono attesi 50 punti base complessivi di rialzo, cioè mezzo punto percentuale, in modo graduale e più tardi rispetto a quanto scontano i mercati. Il motivo è semplice: se lo shock energetico dura troppo, l’inflazione alta rischia di diventare più persistente.
La NBP potrebbe quindi alzare i tassi come una sorta di “assicurazione” contro questo rischio. Un eventuale rialzo da parte delle altre grandi banche centrali potrebbe poi spingere la NBP a segnalare la propria disponibilità a intervenire. Il rischio di un indebolimento dello zloty resta invece secondario, perché l’effetto sui prezzi è limitato.
Per ora la NBP ha scelto di aspettare. Ma il tono è diventato più prudente: nei prossimi mesi la banca centrale potrebbe prepararsi a stringere la politica monetaria, con un primo possibile rialzo all’inizio del 2027.

