Al Jazeera: il suo compito giornalistico è giustificare internazionalmente le immigrazioni in Europa. E l’islamismo

Le tv ed i media di oriemento islamico spingono per il "diritto" degli immigranti di entrare in Europa. Ma perchè non vanno nei ricchi Paesi arabi? Semplicemente perchè l'invasione dell'Occidente non con le armi fu prevista nel 1970 persino all'Onu

DOHA – L’emiro Hamad bin Khalifa al-Thani, capo per dinastia dell’emirato del Qatar, aveva un hobby: le televisioni.

Ma, come tutti i ricconi, invece di comprarsi l’ultimo modello di tv con schermo piatto, super lcd, hdmi e via dicendo, si è proprio comperato… una stazione tv.

Il 1° Novembre 1996, infatti, prende una manciata di milioni di dollari dal portafoglio, 137 per la precisione e, il 15 Novembre si crea il giocattolo: الجزيرة‎, Al Jazeera.

Con il segreto progetto di far diventare internazionalmente più presentabile il proprio mondo religioso.

Linea editoriale chiara. Ma spacciata per seria

La ‘linea editoriale’, quella che tutti i media del Mondo hanno e che guida la redazione di articoli e campagna di stampa, fu immediatamente spacciata alla pubblica opinione internazionale come liberale, senza nessun riferimento religioso, senza influenza del governo qatarino.

Ma la realtà era ovviamente diversa dalla pubblicità a pagamento. Al Jazeera è una tv che è stata molte volte accusata di essere a supporto dell’integralismo wahabita, di cui la famiglia degli emiri è supporter a sua volta.

Un collegamento messo persino in chiara evidenza quando trasmise i proclami deliranti di Osama Bin Laden colui che ha progettato l’attentato alla Torri Gemelle dell’11 Settembre 2001 a New York uccidendo oltre 3.000 civili.


Pure Wikipedia, che nasconde il fatto che Al Jazeera è stata fondata fondi qatarini, non può nascondere la mancanza di indipendenza di tale tv, il suo condizionamento alla linea islamica integralista, alla supporto ad organizzazioni ritenute terroristiche dal resto del Mondo libero

Persino altri Stati arabi, esattamente 12 facenti parte della OIC, Organization Islamic Cooperation, hanno chiesto addirittura la dismissione di tale ‘tv’ per il supporto a gruppi dichiarati ufficialmente ‘terroristici” come i Fratelli Musulmani, Hamas ed altri gruppi integralisti.

Tra le ‘interessanti’ prese di posizione dei Fratelli Musulmani, vale la pena ricordare come nel 2013 protestarono contro un documento ONU che chiedeva la fine delle violenza sulle Donne.

Ai tempi i FM erano al potere in Egitto sotto le mentite spoglie di un partito che si chiamava ‘Partito della Libertà e Giustizia’ e si potevano permettere una rappresentanza ufficiale al Palazzo di Vetro.

E dichiararono (link) che ridare tale libertà alle Donne, avrebbe minato la ‘società islamica’. In particolare, i Fratelli, descrivevano come decadente e “pericoloso” un documento che voleva permettere alle Donne di lavorare, di usare anti-concezionali senza il permesso del marito, di denunciare un marito per ‘violenza sessuale’.

Oltre che di equiparare i diritti dei gay.

Secondo i leader dei FM, tale documento evidenziava la influenza ed invasione della cultura occidentale nel mondo islamico.

Al Jazeera nel proprio report cercò di mescolare il tutto cercando di nascondere la responsabilità oggettiva della mentalità forgiata dalla religione, attribuendola piuttosto alla “mentalità dei maschi‘ in generale.

Peraltro, la violenza contro le Donne, che è evidentemente un tratto culturale del mondo Arabo, tornò sotto la lente di Al Jazeera nel 2015: stavolta però si mise in evidenza tale violenza in un articolo ed alcuni link (qui): ma solo perchè il Fratelli Musulmani erano stati estromessi dal potere ed allora governavano i militari di al-Sisi.

The “English Style”

Per cercare di darsi un minimo di credibilità internazionale, lo ‘story telling’, cioè la narrativa di questa tv continua a raccontare che sia libera, plasmata sulla BBC inglese.

Di inglese, però, ha solo il fatto che ha strapagato ex giornalisti della BBC per inserirli nei suoi ranghi ed ammantarsi di tale ‘english style‘, con edizioni del tg in inglese.

Con i miliardi dell’emiro, che continua a sostenere la tv annualmente con circa 30mln $ anno (ah… avessimo noi anche solo 10.000$ l’anno, che potremmo fare!), ha aperto anche una sede a Londra oltre che, pare, altri 70 uffici in giro per il Mondo.

La scarsità di risorse pubblicitarie per tale colosso dei media e che necessita di un intervento annuale del padrone sceicco, è data dal fatto che la maggior audicence è nei Paesi in via di sviluppo e soprattutto musulmani.


I Paesi islamici secondo una carta del governo USA

Islamophobia: un concetto creato ad hoc

Molta però della sua forza è dedicata ad un elemento: giustificare e proteggere le emigrazioni di massa degli islamici verso i Paesi occidentali.

In tal modo, sotto la mentita veste di ‘libertà di opinione’, la narrativa è sempre legata al racconto del ‘diritto’ degli islamici ad immigrare nei Paesi occidentali dove hanno il ‘diritto’ di vivere secondo i propri usi e costumi.

Al Jazeera è uno dei massimi esponenti dei media, accanto ad altri media di regime arabi e ai ‘progressisti occidentali’, che spingere sulla narrativa della ‘islamofobia‘, ovvero un concetto creato ad hoc, come tante altre ‘fobie’, per impedire di parlare di un problema.

Così, quando l’Austria ha cominciato una analisi approfondita delle “attività politiche” che si fanno dentro le moschee nel suo territorio (qui), Al Jazeera ha commentato il tutto, ovviamente, come ‘islamophobia’.

Quando la Francia, Paese che ha subito alcuni tra i peggiori attacchi terroristici islamici fino alla decapitazione di un professore lo scorso anno, si è decisa ad usare il pugno di ferro contro 76 moschee su 2.600 in Francia perchè accusate di ‘radicalismo’ con addirittura l’idea di una ‘disintegrazione del Paese’, ancora Al Jazeera utilizza il concetto di ‘islamphobia’ (qui).

Da un lato per cercare di tarpare una discussione ampia, libera ed importante da fare e, dall’altro con il sospetto di alimentare piuttosto un risentimento anti-occidentale tra gli oltre 5 milioni di islamici-francesi.


l concetto di Islamofobia è stato creato negli ultimi anni del 1990.

Secondo Erik Bleich, un ricercatore che ha scritto un libro su tale problema (Bleich, E. (2012). Defining and Researching Islamophobia. Review of Middle East Studies, 46(2), 180–189), tale nozione risale al 1997 quando uno scritto a cura di una NGO inglese lo utilizzò in un suo pamplet dal titolo “Islamophobia: a challenge for us all’.

Da allora, utilizzare la parola ‘islamofobia’ è stato una delle tecniche più utilizzate per impedirne il dibattito, bloccando sempre la concreta verifica della incapacità dei fedeli musulmani di integrarsi nei Paesi Occidentali rinunciando alla filosofia di vita che, peraltro, li fa scappare dai loro stessi Paesi.

In termini persino analitici, non c’è concordanza sul significato di ‘islamophobia’ che è così generico che non può essere paragonato, esempio a concetti come ‘xenophobia’ o anti-Semitismo.

Oggi contro la Polonia

Oggi Al Jazeera si scaglia contro la Polonia.

Per fortuna, la Polonia non ha (ancora) sofferto di attacchi terroristici islamici per l’attenta politica di immigrazione posta in essere.

Cosa che, peraltro, ha fatto ‘odiare’ Varsavia da Bruxelles che ora tenta di fargliela pagare in tutti i modi.

La tv islamista, dicevamo, si scaglia contro la Polonia e sulla difesa che sta facendo il Paese del suo territorio, con la necessità di persino inviare truppe al confine con la Bielorussia, con Lukashenko che ha follemente fomentato l’arrivo di migliaia di immigrati praticamente tutti islamici per spingerli ad entrare illegalmente in Europa.

Al Jazeera con la sua linea-editoriale pro-Islam, cerca di vendere l’idea che i polacchi siano a favore della immigrazione e sia il “cattivo governo di destra” che invece spinge per tenere chiusi i confini.

I polacchi, a leggere l’articolo di Al Jazeera, sarebbero ‘influenzati’ dal governo rispetto tale argomento, facendo intendere che l’ingresso di migliaia di immigrati, sarebbe considerato ‘giusto’ dalla popolazione polacca ma bloccato dal ‘cattivo governo‘.

I titoli di Al Jazeera: la Polonia influenza la pubblica opinione. Cioè gli immigrati non sono ‘invasori’ e devono essere liberi di fare quel che vogliono

Con la solita tecnica della pubblicazione di foto utili a sostenere la propria tesi, nascondendo altre foto e video di aggressioni ed assalti al confine da parte di uomini in età da militare e che sembrano militarmente organizzati.

E poi citazioni di immigrati arabi che raccontano le loro peripezie per arrivare in Bielorussia (la maggior parte ha semplicemente pagato un biglietto aereo), che chiedono il ‘diritto’ di entrare perchè vogliono ‘lavorare e avere una vita migliore’.

E’ una questione di ‘diritto’ per cui nessuno può opporsi.

Non è mai successo da nessun parte, neanche tra le migliaia e migliaia che sbarcano in Italia, di ascoltare qualcuno che ammetta che nei loro Paesi, da cui fuggono, si vive male per la loro filosofia religiosa.

Nessuno evidenzia la volontà di integrazione in Europea nel senso di rinunciare alla pretesa di vivere con veli, chador, barbe, limitazione dei diritti per le donne. O peggio infibulazioni, di far parte di moschee che professano l’integralismo islamico e la conquista dei Paesi occidentali. E’ un loro diritto e devono vivere secondo la loro ‘cultura’.

Sono stati abituati ai ‘diritti’: vengono istruiti dalle organizzazioni non governative che guadagnano da questo business e da media come Al Jazeera che pompano la superiorità arabo-islamica che non può essere mai compressa.

Immigranti lanciano pietre contro le guardie di frontiere polacche

Emigrazione, un diritto. Ma solo verso i Paesi Occidentali

Ora, purtroppo, al confine Polonia/Bielorussia è vero che la situazione degenera per l’inverno; che le foto di bambini che vengono pubblicate sono vere.

Che accanto alle migliaia e migliaia di aggressivi uomini, qualche famiglia c’è. Pur se spesso purtroppo donne e bambini vengono inseriti in queste situazioni o nei barconi proprio per essere argomento di pressione verso la pubblica opinione.

Ed è proprio la pressione sociale la cosa a cui tendono le ONG che organizza questa gente ed i media come Al Jazeera che li sostiene.

Eppure, la cosa che non si capisce, visto che molti vogliono emigrare, perchè l’emiro Hamad bin Khalifa al-Thani che paga milioni per il giocattolo tv non apre le frontiere del suo Stato e fa immigrare li questi suoi correligionari?

Riuscirà mai Al Jazeera ad indagare e raccontare perchè lui ed altri Stati dell’area chiudono le porte a coloro che vogliono emigrare? A dire che si vive male da decenni in quei Paesi perchè la ‘filosofia di vita’ a cui si ispirano è del 1500 e noi, dove loro vogliono venire, siano nel 2050 quasi?

A spiegare perchè il “diritto” è solo per arrivare in Europa? Perchè tutte queste storie non avvengono ai confini con Qatar, Arabia Saudita, EAU eccetra?

Probabilmente non lo farà. Anche perchè è chiaro che da quelle parti non vogliono immigranti.

E molto più certamente avere milioni e milioni di islamici con il ‘diritto’ di entrare in Europa, è un ottimo metodo per ‘invaderla’.

Negli anni ’70il leader tunisino Boumedienne, disse chiaramente un una seduta ONU che l’Europa sarebbe stata conquistata dai Musulmani ma non con le armi: “Un giorno – disse – milioni di uomini lasceranno l’emisfero meridionale di questo pianeta per fiondarsi in quello del Nord. Ma non come amici. Perchè saranno impegnati in una conquista fatta popolando (l’Occidente) con i loro figli. La vittoria verrà dal ventre delle nostre donne’.

Meglio tenere presente queste parole e “Grazie Polonia”

La giovane tunisina ‘richiedente asilo’, tale Sabee Al Saidi. E’ una ‘influenzer’ ed è sbarcata da clandestina in Italia. Ha ripreso con canti e prese in giro tutta la sua traversata. Sbarcata è stata persino intervistata dalle tv italiane ed ha dichiarato che vuole ‘fare l’influenzer’. Non si capisce perchè non è stata ancora rispedita al suo Paese. Ma in Italia c’è un governo davvero sinistro che è solo capace di imporre uno stato di emergenza per limitare le libertà costituzionali dei proprio cittadini.

Print Friendly, PDF & Email

Leave a Reply

Your email address will not be published.

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.