IMMIGRAZIONE | Le cose diventano più complicate. Seriamente

Aumentano i voli dai Paesi del Medio Oriente verso la Bielorussia. Quindi migliaia di immigranti ai confini. La EU sta a guardare aprendo la porta. Ma la soluzione non può essere questa

WARSZAWA/BRUXELLES/MINSK – Ci troviamo purtroppo ancora una volta a parlare di immigrazione perchè è un argomento non più marginale ma centrale in questa fase.

Ed è un argomento importante per due motivi.

Da un lato è impensabile che decine di uomini, donne e bambini possano rimanere all‘addiaccio nella foresta al confine polacco/bielorusso con un inverno già arrivato, con temperature a 5°C di giorno che scendono la notte.

Ma dall’altro non è immaginabile che i flussi immigratori siano incontrollabili, massicci, con l’obbligo di apertura delle frontiere.

Purtroppo però è ciò che sta accadendo.

Perchè l’afflusso di immigrati che cercano clandestinamente di accedere in Europa via Polonia e Paesi Baltici, sta aumentando giorno dopo giorno.

Le immagini degli immigranti al confine polacco/bielorusso

Secondo un articolo riportato sul giornale tedesco “Welt /Welt am Sontag” citato anche da TelleReport, c’è un aumento notevoli di voli aerei tra i Paesi del Medio Oriente e la Bielorussia.

Pare infatti che da Nazioni come Turchia, Siria e Dubai arriveranno anche a 40 voli alla settimana verso Minsk. In tal modo praticamente raddoppiando i numero dei voli attuali tra queste aree geografiche.

Voli per immigranti clandestini

Proprio da Istanbul, Damasco e Dubai ci si aspetta l’arrivo massiccio di immigrati che tenteranno di passare il confine con l’Europa per accedere senza legalità in Unione Europea.

Secondo quanto appreso dai media da parte dei servizi di intelligence tedeschi, oggi arrivano negli aeroporti Bielorussia da 800 a 1000 immigranti al giorno.

Potrebbe addirittura essere messo in funzione come ‘aeroporto internazionale’ quello della città bielorussa di Grodno, a pochissimi km da confine polacco.

In tal modo, diventerebbe evidente senza molte remore, l’intenzione del governo di Lukashenko di effettivamente usare l’immigrazione come ‘arma non convenzionale‘ contro Polonia ed Unione Europea.

Se fino ad oggi la motivazione portata dalla Bielorussia (“non possiamo occuparci di tutti questi immigrati che tra l’altro vogliono andare verso l’Europa“) poteva avere un senso, favorire invece un tale arrivo ai confini, non avrebbe giustificazioni.

Corridoi diretti per Germania, Olanda, Belgio?

Quindi la pressione immigratoria non accennerà certo a diminuire. Già oggi anche la Germania lamenta l’ingresso illegale di centinaia di persone attraverso i suoi confini.

Ma a parte una ‘lamentela di facciata’, l’orientamento tedesco, che si riflette nella Commissione Europea, pare orientato a non far nulla tranne che tenere le porte aperte.

Si è visto per esempio quando ben 12 Paesi membri EU hanno chiesto alla Commissione di sostenere lo sforzo finanziario per erigere barriere di protezione, e la signora Von der Leyen ha detto ‘No’.

Ciò ha ovviamente dato il via ad un ulteriore arrivo di immigrati che hanno visto in questo un segnale di apertura dei burocrati di Bruxelles alle ondate migratorie.

Italia: situazione fuori controllo

In Italia, Paese a forte subordinazione EU, la attuale ministra dell’Interno, signora Lamorgese, appare totalmente incapace di gestire tale fattore di ordine pubblico.

In tema di immigrazione, l’unico intervento costante è ammettere l’arrivo di chiunque le chieda l’approdo in Italia.

In queste ore è per esempio una nave, tedesca, che ha depositato oltre 800 immigranti al porto di Trapani, in Sicilia dopo che l’Isola di Malta ha declinato qualunque aiuto. Piuttosto che indirizzarla verso i porti tedeschi, anche questa nave è stata fatta approdare in Sicilia.

La ministra Lamorgese è fortemente criticata dall’opposizione e non è difesa dalla maggioranza. Segno che il suo ruolo è sostenuto solo forse dal PM Draghi probabilmente per interposizione del Presidente della Repubblica in carica.

polonianews.info

Favorire la Germania con un “corridoio”?

Proprio perchè tali messaggi di apertura servono da sprone soprattutto a migliaia di ‘immigranti economici’, i Paesi di confine devono prendere delle opportune misure.

Le attuali politiche di controllo hanno permesso di impedire l’accesso irregolare di quasi 100.000 persone.

Accanto alle barriere, purtroppo necessarie mette in atto es da Polonia e Lithuania, in questi giorni il PM ungherese, Viktor Orban ha fatto una proposta altamente provocativa ma concreta: visto che ci sono Paesi che vogliono accogliere immigrati, lui è disposto a fare un corridoio che dai confini ungheresi porti verso, probabilmente, la Germania.

Diminuire la pressione

D’altra parte, per disincentivare l’arrivo ai confini Bielorussi occorrerebbero diverse cose.

Certamente la Bielorussia dovrebbe controllare i voli. Lo potrebbe fare attraverso il rilascio dei visti che di ‘turistico’ hanno molto poco.

Ma ciò richiederebbe che la stessa Bielorussia non sia trattata da ‘paese dittatore’ tralasciando la retorica danneggiante della imposizione dei ‘valori occidentali’ in giro per il Mondo.

E si deve sperare che una delle tante ONG sparse per il Mondo non cominci a dichiarare che ‘impedire i voli è un atto di regime’

Fine ad una Unione Europea “accogliona”

Altrettanto importante sarebbe poi che la Unione Europea agli ordini della Germania, evidenziasse che il periodo del ‘venite tutti‘ è terminato.

Forse un po’ duro, ma l’inversione di tendenza deve essere netta a chiara. Troppe sono le reminiscenza nei Paesi del Medio Oriente sugli oltre 800.000 immigrati che la Merkel fece arrivare in Germania nel 2015.

La soluzione non può essere che milioni di immigrati arrivino in Europa, a carico della collettività.

Peraltro portando quasi esclusivamente nessuna competenza lavorativa e culture diverse troppo spesso incompatibili e conflittuali con le nostre.

D’altra parte, se è vero che l‘asilo politico ha ragione d’esistere, lo spostamento di milioni di persone da un continente all’altro deve essere prevenuto perchè porterebbe a situazioni di conflitto sociale estremo come già di vedono in Francia, Svezia, Regno Unito, Germania.

Permessi di soggiorno temporanei solo per lavoro

E lo si può fare rendendo difficile l’accesso illegale in Europa, senza eccezioni e rimandando indietro tali arrivi e sanzionando chi agevola l’ingresso.

Con l’evidenza chiara che la sanzione sarebbe una perpetua impossibilità di accesso legale e sicuro per anni in Europa.

Dall’altro invece creare un concreto sistema di immigrazione legale, legata a motivi di lavoro, assolutamente temporanea con la totale esclusione di stabilizzazioni, permessi prolungati, ricongiungimenti vari.

Ed escludendo a priori qualunque intervento di giudici vari che andrebbero a valutare “politicamente” creando nuovamente il caos.

La quota di immigrati che può lavorare, deve essere accettata, formata e pagata e senza contingenti vari. Ma a fine contratto devono, senza se e senza ma, tornare nei loro Paesi.

Questo permetterebbe di sostenere milioni di famiglie nei Paesi di origine, dare una formazione esempio in agricoltura, artigianato a migliaia di uomini e donne che potrebbero a loro volta, trasferire nei loro Paesi.

Al recente COP26 di Glasgow, si sono stracciate le vesti per trovare fondi per agevolare la ‘transizione green‘ dei Paesi in via di Sviluppo.

Ma se prima di farli transitare green, li facessimo sviluppare?

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