Immigrazione – La situazione è sempre più tesa. Ma non si parla di ridistribuzione di immigrati

Con l'arrivo dell'inverno, la situazione degli immigranti al confine polacco/bielorusso si aggrava. Da Bruxelles idee su 'pressioni sulla Bielorussia'. Ma il rafforzamento dei confini non viene finanziato

La polizia di frontiera controlla il confine Polacco/Bielorusso (fonte: Straż Graniczna)

WARSZAWA – La situazione ai confini con la Bielorussia, formalmente i confini della Unione Europea, si fa sempre più difficile.

Da un lato il flusso di immigranti dalla Bielorussia sembra leggermente diminuito. Ma dall’altro gli ammassati al confine polacco-bielorusso sono tanti. Secondo alcune stime tra 16 e 20.000.

Le accuse al regime di Lukashenko rimangono sempre quelle di favorire il deflusso verso il confine come ‘arma impropria‘ contro la Polonia e la Unione Europea.

Qualcuno si avventura anche a dire che ci sia lo zampino della Russia in tali manovre.

Immigrati da Cuba fino all’Afghanistan

Secondo racconti giornalistici, al confine polacco sono presenti persino cittadini cubani, che hanno dichiarato di essere arrivati a Mosca e poi, via terra, arrivati in Bielorussia. Da li, spinti verso il confine.

La maggior parte dei clandestini immigrati, viene però dal Medio Oriente, Iraq soprattutto ed adesso dall’Afghanistan. E poi Siria, altri di etnia Curda, Ceceni. Ma anche africani del Congo, Nigeria, Camerun.

La presenza di tali persone ai confini è aumentata nei mesi. Ed oggi, ammesso e non concesso che la Bielorussia abbia diminuito i flussi verso il confine, quasi certamente eviterà di reimmettere pienamente nel suolo bielorusso coloro presenti in questa zona-limbo.

Confini presidiati

In Polonia e negli altri Paesi limitrofi come Lituania e Lettonia, i confini vengono presidiati anche con la presenza di militari. Si stanno inoltre organizzando vere e proprie barriere proprio per impedire un passaggio illegale a migliaia di persone.

Negli scorsi giorni, ben 12 Paesi europei hanno chiesto alla Unione Europea di finanziare con fondi propri la erezione di tali barriere in un confine che è quello della UE.

Da Bruxelles, ovviamente, c’è stato un secco ‘no’ perchè la visione attuale della Commissione Europea è immigrazionista. Per cui l’ingresso, dal loro punto di vista, deve essere agevolato.

Ingressi in Germania

I flussi, peraltro, non fermano solo al confine ‘europeo’.

Si parla già di decine di immigrati che sono arrivati al confine polacco/tedesco, la Linea Oder-Neiße, che si sviluppa per 460km.

Rotta fino ad adesso è stata poco usata come via di accesso all’Europa. Ma oggi pare ovviamente ben più utilizzata. E l’obiettivo di tutti gli immigranti è la Germania.

Al confine polacco con il Brandeburgo, dove è la capitale Berlino, si parla di centinaia di accessi illegali. Il quotidiano tedesco DW indica in 209 gli accessi in Agosto, 1.164 in Settembre, 2.000 in Ottobre.

Nelle altre aree di confine, la polizia tedesca ha indicato un numero di circa 6.000 ingressi illegali.

Durante la recente campagna elettorale tale argomento è stato, forse volutamente, sottaciuto.

Ma ora che si comincia a riparlarne, sono tanti i tedeschi che ricordano gli anni 2015/2016 quando la Merkel ammise in Germania letteralmente quasi un milione di immigrati. Ma ormai hanno votato.

E la tensione pare alzarsi al confine tedesco/polacco con l’indicazione da parte dei tedeschi di voler rafforzare i controlli.

Pur se non si parla di ‘chiusura dei confini’ per il problema che si potrebbe creare con la legale libera circolazione di cose e persone tra Polonia e Germania.

Arriva il “Generale Inverno”

La situazione da gestire è, però, al confine polacco/bielorusso. Se nel periodo estivo la permanenza all’addiaccio era ammissibile, con i 5° gradi ed ancora meno che si registrano, non sarà più possibile.

Fin’oggi gli immigranti hanno praticamente trascorso il loro tempo nei boschi.

Tra Polonia e Bielorussia, in effetti, esiste una fascia di confine formato da fitto bosco, largo quasi un km in media che letteralmente divide le due nazioni. In questa fascia di terreno hanno trovato posto i circa, stimati, da 16.000 in su clandestini immigrati.

La striscia di circa 800/1000mt che fa da cuscinetto tra Polonia e Bielorussia

La Polonia in un’area attorno a tale settore, ha dichiarato lo Stato di Emergenza, schierando l’esercito. In questa area giornalisti e Ong non possono entrare.

Nei giorni scorsi, lo stato di emergenza, approvato dal Parlamento, è stato esteso nel tempo per altri 60gg. D’altra parte la situazione non può che peggiorare.

Una ulteriore norma emanata dal governo, permette alla Polizia di Confine, la Straż Graniczna, di respingere gli ingressi illegali in Polonia. Tale norma va contro il diritto internazionale per cui tutti hanno diritto a presentare una domanda di asilo politico anche se attraversano le frontiere illegalmente.

Se è vero che va contro le norme internazionali, è però da chiarire che tale norma sia stata pensata e scritta in periodi in cui non si immaginavano flussi di migliaia e migliaia di persone da altri Paesi e Continenti.

Oggi è impossibile pensare che migliaia e migliaia di persone possano accedere senza controlli per fare ‘domanda di asilo politico’ la cui analisi potrebbe durare anni ed essere non veritiera.

Ex first lady al confine

Tra la manifestazioni portate avanti per tale questione, da segnalare l’approccio di due ex first lady polacche, le signore Jolanta Kwaśniewska e Anna Komorowska che si sono dirette al confine polacco/bielorusso, nella cittadina di Michałów.

Accolte dalla polizia di frontiera, si sono mobilitate per sensibilizzare sull’argomento. Anche se alcuni media di sinistra, esempio il Wyborcza.pl, preferiscono far risaltare tale azione più come una attività contro il governo in carica che in favore degli immigrati.

fonte: Straż Graniczna, twitter

La questione più spinosa è certamente la presenza di bambini tra le migliaia di uomini che potrebbero subire la seria pena di un inverno rigido. Lo slogan usato è, giustamente, che “Il posto dei Bambini non è nel bosco‘.

Sono già pronte scorte e rifugi. Ma la presenza di migliaia di persone indistinte, non permette una facile soluzione.

E’ da immaginare però, che presto la condizione di donne e bambini sarà diversificata da quella delle migliaia di uomini

Il presidente Andrzej Duda ha indicato la necessità di organizzare un convoglio di aiuti con tende e alimenti. Ed ha chiesto alla Bierlorussia di far passare tali convogli.

Niente muri. Ma niente d’altro è pensato

Sul piano prettamente politico, da Bruxelles fanno finta di niente. La loro unica proposta è quella merkelliana: devono entrare tutti.

Ma non è una cosa gestibile seriamente. La politica ‘entrino tutti’ della Merkel, infatti, ha dato la stura alla partenza per l’Europa di milioni di immigrati. La cui presenza disorganizzata e a carico dei cittadini europei, non è immaginabile.

Ben 12 Paesi della EU di confine hanno richiesto di finanziare la costruzione di difese proprio sui confini esterni. La Commissione Europea, quella che comanda e vuole decidere ‘i valori’ della EU, ha rigettato la proposta.

L’idea europeista di Bruxelles, sarebbe quella di ‘mettere pressione a Lukashenko‘, come ha detto la Von der Leyen.

Per ciò la richiesta di Grecia, Bulgaria, Ungheria, Austria, Repubblica Ceka, Polonia, Lituania e Lettonia e Danimarca, è stata considerata irricevibile da Von der Leyen.

Senza comprendere le preoccupazioni dei capi di Stato di queste Nazioni di confine che sanno, evidentemente, di una marea montante di immigrati che alla fine sarebbero ingestibili con le normali competenze.

Il presidente della Lituania, Gitanas Nausėda, citato dal The Guardian ha detto: “Nessuno può sapere cosa accadrà domani‘.

Mateusz_Morawiecki

Nessuna redistribuzione intra EU

Da parte della Polonia, il PM Morawiecki ha ben fatto capire che la convergenza tra i capi di Stato, primi Ministri e Ministri degli Interni sulla questione immigrazione, non è mai stata così ampia. “Non è al 100%, ma è amplissima” ha detto.

In effetti, la Polonia si è spesso trovata da sola sul campo della gestione degli immigrati. In lotta contro Bruxelles e che è uno dei motivi principali di scontro che ha messo la Polonia nel lato ‘cattivi’ della lavagna europeista.

Morawiecki ha ricordato appunto come qualche anno fa ci fossero pressioni sulla ‘redistribuzione forzata’ di immigrati tra i Paesi Europei.

Occasione, anche quella, in cui la teocrazia di Bruxelles minacciò la Polonia di ‘ritirare i fondi promessi’ se non si fosse presa la sua quota obbligatoria (illimitata?) di immigrati.

Oggi tale visione sembra cambiata ed invece si punta a fare in modo che i confini della Unione Europea siano effettivamente difesi e difendibili. Per questo, pur non avendolo indicato, il PM polacco si aspetta ‘azioni decisive’ da parte della EU.

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