Il Parlamento Europeo accusa la Polonia

Il Parlamento europeo si schiera con la von del Leyen contro la Polonia. E cita sondaggi e manifestazioni di parte

BRUXELLES – In una riunione plenaria del Parlamento europeo, gli astanti hanno votato contro la Polonia nella questione relativa alla interpretazione delle norme indicata dal Tribunale Costituzionale polacco.

Con la votazione di 502 a favore, 153 contro e 16 astenuti, il parlamentari europei hanno indicato che il Tribunale Costituzionale, a loro dire, manca di indipendenza e validità legale per essere ritenuto valido.

Tale risoluzione entra nel percorso già indicato loro dal capo della Commissione, Ursula von der Leynen come riportato nell’incontro presso lo stesso parlamento europeo di qualche giorno fa.

Incontro in cui fu presente il PM polacco, Mateusz Marowiecki, che in un pubblico dibattito tacitò tutte le accuse alla Polonia.

Manifestazioni e sondaggi come ‘prova’

Nello stesso report del Parlamento europeo si fa riferimento alle ‘migliaia di manifestanti’ che hanno protestato contro le decisioni del Tribunale polacco, indicando una non meglio specificata ‘più forte democrazia nel centro d’Europa’.

Gli stessi parlamentari, poi, citano certi sondaggi in cui si evidenzia che la Polonia ed i suoi abitanti non vogliono lasciare la Unione Europea. Cosa ribadita con chiarezza anche da Marowiecki. Ma che forse non avevano sentito.

In effetti, il problema non è lasciare la Unione Europea ma evitare che, pian piano ed in silenzio, i burocrati di Bruxelles mettano fuori gioco le democrazie e le sovranità nazionali per fare, grazie alla ‘interpretazione delle leggi’ da parte della Corte di Giustizia Europea, ciò che vogliono dei singoli Paesi.

Così, più che guardare alla manifestazioni di parte, i parlamentari dovrebbero guardare alla effettive elezioni, termometro della vera democrazia, in cui l’attuale governo è stato riconfermato.

Le votazioni sono espressione della democrazia: se a loro non va bene, la questione non è la democrazia ma la loro idea personale di democrazia.

Se poi proprio vogliono guardare al ‘popolo in piazza’, aspettino l’11 Novembre così vedranno quante migliaia scenderanno in piazza in nome della Polonia.

Alcuni dei partecipanti alla Marcia dell’Indipendenza a Varsavia

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