“Baltic Pipe” vs “Nord Stream 2”. La Polonia alla ricerca della indipendenza energetica

il Baltic Pipe, il gasdotto che collega la Norvegia alla Polonia, ha completato 3 dei suoi 5 moduli. Da finire entro Dicembre 2022: li scade il contratto tra Polonia e Russia

MARE DEL NORD Il Baltic Pipe, la conduttura sottomarina di gas che dal gasdotto “Europe II” dovrebbe approdare sulle sponde della Polonia, ha fatto un altro passo avanti.

Secondo quanto indicato dal ‘Baltic Pipe Project‘, il terzo modulo – dei 5 necessari – è stato completato ed è adesso in ‘terra di Danimarca’ dove è il compressore a Zealand.

Questo compressore è, infatti, il sistema di pompaggio che permetterà l’arrivo del gas in Polonia attraverso i moduli 4 e 5 i cui lavori sono in esecuzione.

Secondo i progetti, l’arrivo in terra polacca e quindi l’avvio delle forniture, dovrebbe essere per ottobre 2022.

A pieno regime, questo gasdotto sarà in grado di trasportare 10mld di mc di gas verso la Polonia, unico destinatario di tale braccio di condutture.

Una parte di Italia ha lavorato la progetto perchè i tubi sottomarini sono stati posati da nave Castoro, imbarcazione specializzata in queste operazioni e di proprietà della italiana Snam.

Impianto strategico

Il Baltic Pipe è ovviamente un progetto strategico importante per la Polonia che vuole liberarsi dalla dipendenza dalla Russia per l’importazione di gas.

Il contratto con la Russia scade proprio nel dicembre del 2022 e l’intenzione del governo polacco sarebbe quella di non rinnovare la fornitura tramite la Russia.

Proprio per questo Energetyka24 ha indicato che la Polonia, tramite il proprio operatore Gaz System, ha in animo di firmare un contratto di 15 anni. Tra l’altro, dovrebbe essere la Polonia a fornire il gas verso la Danimarca con un ulteriore gasdotto di circa 300km che collegherà le due coste.

Nord Stream 2

La Polonia si è spesso opposta all’ormai terminato Nord Stream 2, ovvero un ennesimo gasdotto che collega direttamente la Russia con la Germania, bypassando sia la Ukraina, che perderà circa 3mld di € in ‘diritti di passaggio’, sia la Polonia che appunto dovrebbe fare riferimento, eventualmente, alla Germania.

Con il Baltic Pipe la Polonia invece si assicura una fetta importante del suo consumo energetico facendo affidamento sui depositi della Norvegia, da cui il gas fa riferimento anche sull’esistente Europipe II.

Da calcolare ancora i costi di gestione e trasporto che erano stati stimati in una prima fase.

I lavori in terra polacca
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