Nord Stream 2: la Polonia non è felice. Ma il gas forse passerà ancora tra Ukr e Pl

Il Nord Stream 2, il gasdotto Russia->Germania è ormai pronto. Polonia ed Ukraina si sentono al centro di grossi conflitti di interessi economici e geopolitici. Angela Merkel, rassicura

I percorsi del NordStream e del NordStream 2 che dalla Russia arrivano direttamente in Germania

BONN/MOSCOW/WARSZAWA – Il Nord Stream 2 è praticamente completato. Lo ha annunciato il 10 settembre scorso la Gazprom russa, società che ha curato i lavori del gasdotto sottomarino che collega il territorio russo direttamente alla Germania.

Un ‘bypass’ che salta integralmente l’Ukraina che, per il passaggio nelle proprie terre aveva un sostanzioso introito dato dal ‘pedaggio’ valutato circa 2mld$.

Secondo quanto riportato dalla Reuters, Putin ha dichiarato che se l’Ukraina vuole avere ancora il passaggio di almeno una quota di gas via terra, deve mostrare “buone intenzioni”. Il contratto tra Russia ed Ukraina scade nel 2024.

USA contro Nord Stream. Ma è stato completato lo stesso

Gli USA si sono sempre opposti a tale Nord Stream 2 persino con sanzioni e minacce di sanzioni.

Da un lato perchè ‘protettori’ della Ukraina e quindi dovevano far vedere che si opponevano ai progetti Russi.

Dall’altro perchè certamente si avrà un legame molto stretto tra Russia e Germania, uno produttore/fornitore di gas ed uno distributore in Europa.

Che però non hanno impedito ai russi di completare l’opera.

Polonia: la ricerca della Carbon Neutrality

Anche la Polonia è in un certo senso ‘affetta‘ dalle modiche economiche e geo-politiche dato dal Nord Stream 2. Prima di tutto per l’eccessivo legame che adesso unirà appunto la Germania e la Russia, la prima buona amica e la seconda buonissima nemica.

Che tedeschi e russi possano avere adesso un legame non di ‘sangue’ ma di gas, potrebbe intervenire sugli equilibri nella CEE, Central East Europe.

Poi l’optare della Germania per il gas russo, spinge la Polonia a cercare vie alternative alla propria produzione di energia.

La Polonia è oggi uno dei maggiori utilizzatori di fonti fossili energetiche con circa 380tonnellate di diossido di carbone equivalente.

Per liberarsi da questo fardello ‘eco’ ed arrivare a compimento del progetto ‘Carbon Neutral Poland 2050″, la Polonia dovrebbe appunto ridurre l’uso di carbone magari sfruttando il gas. Che però, appunto, viene dai nemici russi.

Una prospettiva che si complica se, come prevede uno studio di McKinsey & Co, la Polonia vedrà aumentare la propria domanda di elettricità del 50% entro il 2050 per l’aumento della produttività e del GDP.

Per tutto questo, la quasi ex Cancelliera Angela Merkel, nella sua visita di congedo tra le cancellerie europee, dopo 16 anni di potere, ha cercato di rassicurare il potere polacco che farà di tutto per mantenere le condizioni di distribuzione e trasporto senza grossi scossoni, sia per ciò che riguarda la Polonia che l’Ukraina.

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