Immigrati: i “confini europei” sono salvaguardati dagli interessi nazionali

La Bielorussia si "vendica" e spinge migliaia di immigranti di Medio Oriente ed Afghanistan verso la EU passando anche dai confini polacchi. Che vengono blindati

WARSZAWA – C’è ancora tensione ai confini polacchi con la Bielorussia che poi sono i confini della Unione Europa come entità geografica.

Il tutto per l’arrivo di immigranti dal medio-oriente ed, ora, anche dall’Afghanistan dopo il caos creato dal disimpegno disordinati delle truppe militare dei paesi occidentali.

Gli afghani americanizzati

Proprio a seguito della sostanziale fuga degli americani e degli stati alleati, si è creato un consistente bacino di afghani in fuga.

Sia perchè a rischio della propria vita da parte degli islamici talebani sia perchè immaginano a ragione che in Occidente si viva meglio. In tanti stanno cercando appunto un approdo in Europa.

E la via della salvezza passa, per loro, proprio dalla Bielorussia. La quale pare stia usando questa ‘arma non convenzionale’ per vendicarsi delle sanzioni EU imposte al regime di Lukashenko: un passo ampiamente prevedibile.

Ecco quindi che al confine polacco-bielorusso si è arrivati ad una situazione definibile kafkhiana, con decine di immigranti che vengono spinti dalla Bielorussia verso l’Europa attraverso il confine polacco, lituano e della Lettonia.

Un’attività denunciata dai governi polacco e delle repubbliche baltiche e che ha portato i diversi governi ad avviare una opera di ‘blindatura’ dei confini con la Bielorussia appunto per impedire tali traghettamenti illegali.

Secondo alcune informazioni, sono stati circa 2.000 gli immigranti che sono stati intercettati al confine bielorusso-polacco.

L’inverno arriva

La situazione ovviamente non può che degenerare. L’inverno sta arrivando ed ovviamente non si può pensare di far rimanere questa gente all’addiaccio. D’altra parte non è neanche pensabile che migliaia di immigrati possano a qualunque titolo entrare in Europa, nella Unione Europea trovando l’attuale regimen al governo disposto ad accogliere tutti, senza nessun problema.

La Polonia per cercare di porre un freno e regolamentare tali flussi, ha peraltro emanata uno ‘stato di emergenza’, il primo mai dichiarato dalla Repubblica, che impedisce a chiunque, da semplici cittadini ad onlus a giornalisti, di accedere ad una fascia di un paio di km dal confine.

Una norma che, ovviamente, le associazioni sui diritti civili et simili hanno dichiarato essere incostituzionale, proditoria e fatta per non fare avere informazioni. Tale ordine durerà 30 giorni

In Italia che lo stato di emergenza (fasullo) dura da un paio di anni ed ha impedito di esercitare le più minime prerogative liberali e democratiche, è considerato giusto e non ci sono onlus a manifestare.

In arancione i circa 400km di confine polonia-bielorussia
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