Nuovo ambasciatore USA in Polonia. E’ il ‘polacco’ Mark Brzezinski

Il Presidente USA nomina il nuovo ambasciatore USA in Polonia. E' un figlio d'arte avendo papà e nonno infilati nei più alti ranghi della politica americana. Quando si dice il valore del DNA famigliare!

WASHINGTON – Il Presidente degli USA, Joe Biden ha nominato il suo ambasciatore in Polonia. Si tratta, come riportato dal sito della White House, di Mark Brzezinski, il cui cognome evidenzia chiare radici familiari polacche. Tecnicamente, la nomina del Presidente deve adesso essere avallata dal Congresso.

Mark Brzezinski, classe 1965, non è uno nuovo del sistema, avendo già servito sotto Obama anche come ambasciatore in Svezia.

L’avvocato Brzezinski è, peraltro, uno di “famiglia”, essendo stato il padre, Zbigniew Brzezinski, inserito nell’apparato burocratico di alto livello politico in USA (è stato al servizio dei presidenti Lyndon e Carter) oltre che confidente per il banchiere David Rockefeller.

A sua volta Zbigniew era figlio di Tadeusz Brzeziński, altro politico/burocrate di alto rango tra Europa e stati Americani. (nota: avere una famiglia potente, aiuta a far carriera non solo in Italia ma pure in USA)

L’ultimo dei Brzezinski in servizio pubblico, Mark, è invece passato per diverse esperienze in amministrazioni democratiche con l’ex presidente USA, Obama. E da queste passate esperienze l’attuale presidente deve aver trovato le caratteristiche per questa nuova importante nomina.

Il neo ambasciatore Mark Brzezinski è anche il patron e manager della Brzezinski Strategies LLC, una società che si occupa di investimenti specie nel settore ‘environment’ e ‘green’ ed è nella lista di diverse società che si occupano di ‘leader speeching‘, ovvero di organizzare convegni in cui parlano i riconosciuti vip del Mondo.

E’ anche membro della Trilaterale, una società privata fondata nel 1973 da Rockefeller appunto con l’aiuto del papà di Mark, Zbigniew il cui scopo è permettere un contatto e maggior discussione tra influenti personaggi del Giappone, Paesi Occidentali e Americhe del Nord.

La Trilaterale


E’ un organismo che ha sempre attirato critiche e teorie cospirazioniste. Se la idea della sua creazione è stata quella di favorire il dialogo tra Giappone, Europa Occidentale e Paesi del Nord America (USA e Canada).Nel 2000, il gruppo si è ampiamente allargato diverse altri Paesi ed aree. Ad oggi abbiamo 120 membri “America” con 20 Canadesi, 13 Messicano e 87 USA. Gli Europei sono 170 da quasi tutti i Paesi con 20 tedeschi, 18 francesi, iatliani e inglesi, 12 spagnoli e da 1a16 per il ‘resto’.

Oltre al Giappone originale, oggi il gruppo di 85 membri rappresenta il “Gruppo Asiatico” con 117 membri: 75 giapponesi, 11 sud coreani, 7 australiano e neo-zelandesi e 15 dell’ASEAN (Indonesia, Malaysia, Philippines, Singapore and Thailand). Il Gruppo Asia-Padifico include anche 9 membri da Cina, Hong Kong e Taiwan.

Nel tempo è stata obiettivo di critiche per una supposta ‘non democraticità’ sia nella composizione sia per il ‘dubbio’ che si preparasse un (altro?) NWO, Nuovo Ordine Mondiale definito dai ‘ricchi’ a spese dei poveri.

Il tutto venne da un rapporto del 1975 dal titolo ” The Crisis of Democracy” in cui si evidenziava, a detta della Trilaterale, “l’eccesso di democrazia” nel senso di una eccessiva ricerca del particolare dei gruppi anche minoritari che andavano a discapito di un interesse più collettivo. Il rapporto metteva in evidenza la necessità di riportare in auge il valore della autorità e del governo centrale.

Su questa analisi, del 1975, i critici videro un tentativo della cosiddette èlite, di cercare di manovrare il sistema mondiale al fine di creare un controllo unico al fine del proprio benessere e ricchezza.

Di certo è che se, forse, la Trilaterale poteva avere un tale gioco di potere nel 1975, dopo che si è allargata ad oltre 200 membri di tutte le fogge e forme, forse è diventata un’altra associazione che ha come valore quello di riunirsi per fare una mezz’oretta di discussione e poi laute e buone mangiate in hotel di lusso.

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