Visto ‘umanitario’ polacco per l’atleta bielorussa Krystsina Tsimanouskaya

La giovane velocista bielorussa ha avuto un visto per 'asilo politico' dalla Polonia. Il suo rientro in Patria sarebbe stato, a suo dire, rischioso.

WARZAWA – Come ci si attendeva, è arrivato il visto ‘umanitario-politico’ per Krystsina Siarheyeuna Tsimanouskaya, l’atleta bielorussa che ha fatto parlare di se durante questi giochi olimpici per avere abbandonato la propria rappresentativa nazionale ed avere richiesto l’intervento prima delle autorità giapponesi e poi, adesso, polacche.

Secondo quanto è stato possibile appurare soprattutto attraverso l’appello della stessa atleta sui social, i dirigenti della sua squadra avrebbero cercato di forzare il suo rientro in Bielorussia contro la sua volontà e, soprattutto, con il rischio di finire in guai seri per avere, la Tsimanouskaya, criticato i propri dirigenti sportivi.

In particolare, su Instagram l’atleta ha messo in evidenza come forzatamente i suoi dirigenti la avrebbero obbligata a correre i 400mt, una distanza per lei mai in competizione, perchè le altre compagne di squadra non avevano, a suo dire, superato i test anti-doping.

La scelta della Polonia rispetto ad altre nazioni europee che pure pare si fossero offerte di garantire asilo politico, è stata dettata dal fatto che in Polonia avrebbe potuto continuare la propria attività sportiva.

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