26 mn di € in prestito alla Polonia per costruire centrali eoliche

Con un prestito anche da parte della EBRD, la Polonia si fa strada nella ricerca di fonti di approvvigionamento di energie rinnovabile

LONDRA – Sono circa 26mln gli € che stanno per arrivare in Polonia per implementare il livello di produzione di energia eolica.

Sono soldi messi a disposizione dalla EBRD, la Banca Europea degli Investimenti che ha sede a Londra.

Il progetto, localizzato nella parte nord-est, a circa 100km da Varsavia, servirà a produrre 51.4megawatt di energia.

Fondi arabi tra gli azionisti

Tra il capitale che sarà stanziato, non solo il prestito della Banca Europea per gli Investimenti, ma anche una quota in prestito dalla banca norvegese, DNB, il Taaleri SolarWind Fund II, un fondo finlandese specializzato e Masdar, la società dell’Abu Dhabi Future Energy Company (qui il link al board, presieduto da un giovane sultano).

Il passaggio ad una produzione di energia meno dipendente dal carbone, è una scommessa strategica della Polonia.

L’ambito dei trattati in cui è inserita, da quelli europei ai vari internazionali, impegnano i Paesi ad una forte riduzione delle emissioni di CO2.

La Polonia, con le sue miniere di carbone, fa effettivamente ancora molto riferimento a questo elemento naturale per la fornitura di energia.

Il GreenHouse Gas Emission, parte dell’European Green Deal, il documento obiettivo della Unione Europea, prevede un abbattimento delle emissioni di gas serra vicino al 40% entro il 2030.

In Polonia c’è già una città, Kisielice che dovrebbe essere alimentata al 100% da fonti rinnovabili. Kisielice fu infatti insignita di un apposito premio dalla Unione Europea nel 2014

Energia è geopolitica

Il problema è che le fonti di approviggionamento alternative non sono dietro l’angolo.

Abbiamo già parlato del NordStream, il gasdotto che dalla Russia bypassa la Polonia ed arriva in Germania. E casomai, dalla Germania bisognerà acquistare.

Anche dall’Ukraina, la richiesta di un aumento delle forniture ha trovato una risposta negativa per una inadeguatezza delle infrastrutture.

Riferirsi direttamente alla Russia, potrebbe essere complicato, sia per i rapporti non proprio diretti e poi per la sicura ingerenza americana che vuole limitare si creino rapporti di dipendenza tra suoi ‘alleati’ e nemici, più o meno virtuali.

Di certo, l’approvvigionamento di energia è diventato un importante elemento del gioco geo-politico internazionale.

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