Polonia razzista? 1/4 dei permessi di residenza in EU, viene propria dalla Polonia

BRUXELLES – La Polonia è tacciata di razzismo, di xenofobia, di caccia all’immigrato.

Falso. Come attestano i numeri rilasciati dall’ufficio di Statistica europeo, Eurostat, nel 2019 la Polonia ha rilasciato 1/4 dei permessi di soggiorno ‘di prima istanza’ di tutta l’Unione Europea.

In termini di numeri, significa che dei circa 3.000.000 di permessi di soggiorno rilasciati in Unione Europea, ben 724.000 sono stati per residenza in Polonia.

Gli altri Paesi ospitanti, sono nell’ordine la Germania con 460.000 permessi, la Spagna con 320.000, la Francia con 285.000, l’Italia con 176.000, la Repubblica Ceka con 117.000, l’Olanda con 102.000 e la Svezia con 102.000.

Sempre per la Polonia, del totale dei permessi, 625.000 sono stati rilasciati per ‘motivi di lavoro’.

Ukraini la parte del leone. Poi bielorussi

La stragrande maggioranza, come abbiamo spesso fatto notare, si tratta di lavoratori della vicina Ukraina che, proprio per la vicinanza geografica – e certamente per le possibilità di lavoro – scelgono la Polonia.

Il 79,2% di questi permessi è stato infatti raccolto da cittadini ukraini che, alla fine del 2019, contavano essere 1.350.000 seguiti a distanza dai bielorussi con 105.400 e 77.070 tedeschi.

Tali numeri confermano le scelte del governo, ovvero non di chiudersi all’immigrazione legale.

Ma di bloccare con fermezza quella illegale e quella di popoli e culture di difficile integrazione in Europa che potrebbe portare a tensioni sociali come esempio nel Regno Unito ed in Francia, Parigi specialmente.

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