Corona Virus: che situazione c’è in Polonia?

Non ci sono numeri particolarmente drammatici in Polonia su ammalati e deceduti. La campagna di vaccinazione procede: entro marzo prevedono 3mln di vaccinati. Intanto tra prima dose e seconda, si allunga a 42 giorni l'attesa. I viaggi potrebbero rientrare in una sorta di normalità

WARSZAWA – Cosa ha portato il 2021 nella vita dei polacchi per quanto riguarda il Covid?

Probabilmente, ha portato quello che in tutti gli altri Paesi si sta vivendo: incertezza, confusione, speranze.

Ma anche false promesse, esagerazioni, psicosi collettiva. E un buon grado di depressione.

Lo stadio di Varsavia. E’ circolata l’ipotesi di convertirlo in Ospedale Covid per ricavare 500 posti letto da terapia intensiva

Numeri non drammatici: la Polonia si difende

Secondo le statistiche ufficiali, in Polonia ci sono stati 1.37 mln di casi di ‘infetti’ che, ricordiamolo, anche secondo il WHO, la Organizzazione Mondiale della Sanità non sono ‘ammalati’. Ma, per le politiche messe in atto nei diversi governi, considerati ‘potenziali agenti infettivi.

Nelle giornata di oggi, questo numero si è incrementato di +8.763 unità.

Incremento però anche dei guariti, la cui definizione ovviamente è labile perchè ‘ammalato’ è chi ha un tampone positivo e ‘guarito’ chi ha un tampone negativo.

Labile perchè i tamponi hanno troppo spesso dimostrato una forte fallacità con falsi positivi e negativi (basti pensare a Elon Musk che ha fatto il tampone 4 volte come test ed in due è risultato positivo ed in due negativo).

La lista ufficiale dei ‘laboratori COVID

In ogni caso, sempre per stare ai dati ufficiali, i guariti sono 1.1ml, con un + 8.983. Parrebbe, insomma, che tutti quelli che si ammalano alla fine, guariscono da soli.

Le morti collegate al Covid, secondo sempre i dati ufficiali, sono 30.574 con un + 333.

Mondo: quasi 90mln di contagiati

Non è bello far statistiche su questi numeri, ma a livello mondiale con una stima di 89.2mln di casi e 1.92mln di decessi, la Polonia si situa tra il Messico e l’Iran. Sempre prestando fede ai numeri rilasciati da tali Paesi, magari non proprio affidabili.

Secondo il Ministero, in Polonia ci sono 162.523 persone in quarantena e 6.239 sottoposte ad una sorveglianza epidemiologia più stretta.

Sempre secondo i dati del Governo, sono stati effettuati 7.080.140 tamponi, con una suddivisione geografica che potete trovare a questo link proprio del Governo.

Vaccinazione “urbi et orbi”

Il passo successivo, a cui non si sta sottraendo nessun Governo, è adesso la vaccinazione.

Secondo i dati rilasciati, sarebbero pronte circa 6.000 postazioni dove effettuare il vaccino. Una programmazione capillare, tanto da far dire al Governo che il 98.5% dei polacchi ha un centro vaccinazione vicino casa.

Il maggior numero di punti è in Mazowsze con 841. In Małopolska siamo a quasi 500 punti, in Slesia 671. Podkarpacie ha quasi 400 punti, nel Voivodato di Opolskie ce ne sono 169 e in Lubuskie 162.

(i dati sono sempre in aggiornamento)

L’elenco è molto preciso e lo si può trovare qui. C’è una mappa interattiva e scegliendo il proprio ‘voivodato’ si può comprendere il punto di vaccinazione più vicino.

Ovviamente, anche in Polonia come nel resto dei Paesi, quasi ci fosse un piano comune (o forse è la logica), prima verrà vaccinato il personale appartenente al ‘Gruppo Zero’, ovvero il personale appartenente ai servizi di medicina, studenti compresi, i dipendenti delle case di riposo, i dipendenti pubblici dei servizi di assistenza sociale (i poveri hanno più rischio di contagiare?), gli impiegati delle farmacie ed i grossisti farmaceutici.

La seconda dose, si allontana

Al 7 gennaio 2021, la Polonia si trova al 3° posto in Europa nella ‘gara al vaccino’, con 177.863 immunizzati.

Almeno immunizzati al ‘primo giro’, perchè la validità del vaccino si ha dopo la seconda dose.

E pure qui c’è confusione. Perchè, secondo le prassi consolidate, i vaccini sono ‘richiamati’ generalmente dopo un intervallo di 21 giorni.

Ma il SAGE (Strategic Advisory Group of Experts) del WHO ha indicato che, tutto sommato, anche aspettare 42 giorni (6 settimane) non riduce l’efficacia del vaccino.

La ragione è presto detta: i vaccini mancano a livello mondiale e se uno Stato si mette a fare due vaccinazioni a distanza dei 21 giorni canonici, rischia di lasciare scoperta qualche altra Nazione, magari in via di Sviluppo.

O anche in Europa, visto esempio la Germania che ha fatto incetta di vaccini per suo conto e gli USA che hanno il 50% della fornitura mondiale di vaccini.

Spostando a 42 giorni la seconda dose, si pensa di poter diluire la pressione sulle case farmaceutiche. E’ scientifico questo suggerimento? Boh.

Polonia: quasi 3mln di vaccinati entro marzo 2021

In particolare, secondo il Ministro Dworczyk, “La Polonia ha contrattato 60 milioni di dosi di vaccino. Questo è lo stock necessario per 30 milioni di polacchi. Abbiamo circa 31 milioni di persone che possono essere vaccinate (cioè più di 18 anni) nel Paese“.

Il 14 Gennaio finirà la ‘schedatura’ dei vaccinandi del ‘gruppo zero’ mentre già il 15 si partirà co il gruppo successivo, secondo quando stabilito nel programma strategico nazionale.

Un piccolo scandalo si è avuto a Varsavia dove presso il Centro Clinico Universitario si è avuta la prima tranche di vaccinati. Ma, secondo quanto emerso, ci sono stati dei favoritismi (in italiano si dice ‘raccomandazione’) con persone non del gruppo ‘Zero’ a farsi vaccinare.

Una ‘sorpresa’ per il  Ministro della Salute, Adam Niedzielski che ha richiamato alla infrazione di tipo ‘etico’, ma che ha anche annunciato possibili sanzioni. Tutto il Mondo è Paese.

Entro la fine di Marzo, il governo polacco vorrebbe vaccinare 2,95 milioni di pazienti.

Pfizer: da -70°C a -8°C. Una pratica da attenzionare

Per quando riguarda ‘la marca’, ovviamente Pfizer_BionTech è in vantaggio sui concorrenti per la fornitura. Problematica dal punto di vista della logistica visto che sto vaccino deve stare conservato a -70°C. Ed una volta diciamo ‘scsongelato’, al massimo deve essere usato entro 48 ore.

In Italia, una inchiesta giornalistica, ha evidenziato come molti ospedali (italiani) non hanno idea di come conservare il Pfizer e, una volta tirato fuori dai -70°C, viene messo in frigorifero a -8° per settimane.

Accanto al leader Pfizer, approvata anche Moderna che dovrebbe riversare in Europa altre 160.000.000 di dosi arrivando ad un congiunto Pfizer+Moderna di 460.000.000 dosi.

Rimane l’ultimo problema: nel frattempo, la vita come si srotola?

Manco a dirlo, le mascherine sono ormai fashion, il distanziamento sociale è il nuovo paradigma sociale (gli italiani, che si baciavano sulla guancia ogni minuto, sono diventati ‘cinesi’ da una settimana all’altra).

Vedremo cosa accadrà con le libertà personali, di lavoro di impresa. Qualche ministro polacco si era avventurato ad immaginare riaperture di centri e negozi. Ma ancora tutto tace.

Viaggi ancora sotto ..test

In tema di viaggi, secondo le informazioni ufficiali, siamo ancora fermi a zone ‘rosse’ per provenienza e controlli serrati.

La libera circolazione per i cittadini EU è in vigore dal 13 giugno.

Per i voli, dal 7 gennaio 2021 e fino al 13 gennaio, vige il divieto di atterraggio per gli aerei provenienti da Regno Unito e Irlanda.

In ogni caso, la libertà di atterrare è concessa alle compagnie che garantiscono una sorta di ‘liberatoria’ dichiarando di non avere ‘ammalati covid’ a bordo.

In tal modo, parrebbe, ma scusate il condizionale, che dal 13 gennaio prossimo la circolazione inter-europea possa essere riattivata senza obbligo di quarantena per chi arriva in Polonia.

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