Vaccino? Quasi il 45% dei polacchi non ‘vuole farlo’

Dubbi sulle dosi, test in progress; 'errori' e nuove ipotesi. Una confusione che porta anche i polacchi ad avere seri dubbi sul vaccinarsi o no.

WARSZAWA – Secondo una ricerca fatta da UCE Research e pubblicata da Gazeta Wyborcza, il 43% dei polacchi è restio a sottoporsi al vaccino anti-covid_19, ritrovato delle multinazionali del farmaco e che dovrebbe portare al blocco delle diffusione del virus ed alla fine delle politiche da Medio-Evo, unica soluzione posta in essere dai governi di mezza Europa.

In effetti tale dato pare essere in linea con quelli di tutta Europa dove la popolazione è fortemente dubbiosa sia sul valore terapeutico del vaccino, sia della sua sicurezza.

Un vaccino veloce. E con dubbi sul ‘come’ e ‘quando’

La relativa velocità, circa un anno, con cui il vaccino è stato sperimentato e testato, ha lasciato molti dubbi sulla effettiva sicurezza.

Tra questi anche la nuova tecnologia utilizzata per lo sviluppo specie dal binomio Pfizer-BioNThec che si basa sul cosiddetto “mRna“, ovvero una sorta di ‘messaggero’ che contiene la sequenza genetica di un antigene agente-specifico e che è inserita nell’organismo.

Una procedura che diversi studi (si possono cercare, soprattutto in inglese in Google Scholar) hanno dichiarato non avere controindicazioni.

Dall’altra parte, chi la avversa, indica nella manipolazione del dna un rischio di ‘modificazione genetica’ i cui rischi nel lungo periodo non sono chiari.

Due dosi. Una non basta

Inoltre, come anticipato, è probabile che una sola dose non sia sufficiente e già da diverse parti, specialmente da quella sorta di coordinamento tacito tra Governi nazionali, probabilmente sotto regia europea, si sta indicando che saranno due i vaccini cui sottoporsi.

La ‘vulgata’ dice che se dopo avere fatto il primo non si hanno effetti contro il corona_virus, si procederà allora al secondo.

Un procedimento tale che ha fatto esclamare a più di uno che pare proprio che i test sul vaccino saranno in effetti fatti sulla popolazione nazionale ed europea.

Peraltro, il percorso accelerato per arrivare al vaccino, ha reso meno ampio il periodo di test necessario.

Tanto è vero che diverse società farmaceutiche sono anche in una fase di ‘trial’ con una relativa incertezza sulla quantità di vaccino da inoculare per la migliore resa.

La inglese  Oxford-Astrazeneca ha, per esempio, scoperto per un errore di dosaggio durante in ‘trial’, che la dose migliore di vaccino era la metà di quella che era stata pensata durante la fase di studio (qui un articolo della BBC).


La ricerca commissionata da Gazeta Wyborcza daily è stata condotta su un campione di 1.010 polacchi di età tra i 18 e gli 80 anni

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