Turismo. Il covid ha messo ko il Mondo. La Polonia, un po’ meno

Una economia basata pioù sull'export che sui servizi turistici, ha parzialmente salvato il PIL nazionale. Ma ovviamente, le imprese del settore sono in crisi. Voucher per risollevare il turismo

KRACÓW – Il covid_19 e le politiche restrittive di liberà personali ed economiche, hanno fortemente colpito il turismo a livello mondiale.

Arei costretti al non decollo, alberghi chiusi, restrizioni nei viaggi.

E poi timore dei posti affollati, uso di mascherine che mal si accompagnano all’idea del ‘piacere’ turistico.

Secondo il WTO, World Tourism Organization, il decremento dei numeri nel settore turistico mondiale variano da un -58% ad un -78% secondo il rischio di ulteriori lock down.

Uno scenario drammatico perchè, sempre secondo l’organismo dell’ONU, in ballo si sono da 100 a 120 milioni di posti di lavoro.

E questi sono solo quelli diretti. Con l’indotto, il calcolo è di numeri molto più alto.

Polonia: impatto sul PIL del 4%

Anche il Polonia le restrizioni covid hanno avuto effetto sul turismo con evidenti riduzioni dei numeri. In un settore che contribuisce circa al 4%-4.5% del PIL nazionale.

Secondo una analisi di Bartosz Korinth della Università di Gdansk e Ruwan Ranasinghe della Uva Wellassa University (Sri Lanka), il covid_19 ha letteralmente ‘messo a terra’, la quasi totalità del traffico aereo da/per la Polonia.

Nel grafico pubblicato, il traffico aereo sulla Polonia è stato quasi azzerato nei mesi più forti della pandemia.

Un decremento pari quasi al 90% e con le uniche, poche tratte, coperte solo dalla compagni di bandiera, la LOT.

Un tale blocco degli arrivi ha, sostanzialmente, decimato il ‘tasso di occupazione’ nelle strutture alberghiere ed extra alberghiere nelle più grandi città polacche.

Il ‘tasso di occupazione’ ovvero sostanzialmente l’affitto e la ospitalità turistica è stato solo del 18/20% rispetto la capienza massima.

E’ da considerare che in periodo pre-covid città come Varsavia, Cracovia, Breslavia (Wrocław) raggiungevano un tasso del 70% in incremento.

Convegnistica quasi azzerata

Una forte contrazione anche in uno dei settori più prolifici per la Polonia, ovvero il segmento dei meeting ed eventi.

Secondo il Polską Organizację Turystyczną (POT), il settore conta su un numero medio di meeting di quasi 24.500 eventi con un incremento di circa 2.000 eventi rispetto lo stesso anno precedente dei primi del 2020.

Numeri che significano circa 8mln di presenze di ‘fonti di spesa’ (fonte: gov.pl) e un impatto del 1.5% del pil nazionale per un valore di 35 mld pln (circa 7.5mld €).

Secondo la ICCA (International Congress and Convention Association) la Polonia si situa tra le prime 20 destinazioni per quanto riguarda il turismo d’affari.

Il covid ha messo sotto pressione anche questo settore ed adesso le previsioni danno una caduta totale per il 2020 che va dal 32 al 76% sempre in relazioni allo sviluppo di eventuali altre politiche restrittive.

Questi numeri indicato una riduzione del fatturato del settore che va da 1.4 mld € a 2.1 mld €.

Turismo ancora ‘adolescente’

Pur con questi numeri ‘importanti’ e che dimostrano come anche la Polonia non possa dirsi esclusa dal negativo club dei Paesi impattati dalla crisi covid, gli effetti negativi sono stati certamente minori.

Ciò perchè, allo stato attuale, il settore turistico non ha una quota rilevante sul totale della ricchezza nazionale.

Secondo gli analisti di PKO Bank riportati dal Wbj.pl, l’economia polacca molto più legata all’export rende la Polonia meno aperta alla crisi dei servizi, in questo caso turistici.

Anzi, secondo invece ING Bank, il relativo piccolo settore turistico insrito nel contesto di una economia diversificata, ha messo la Polonia anche in una posizione competitiva migliore, potendo beneficiare di un livello di prezzi di energia minori rispetto altri concorrenti della stessa Unione Europea.

Ovviamente se in termini aggregati di PIL, l’impatto può essere minimale, per le aziende del settore ed i lavoratori, la situazione è seria.

Anche qui in Polonia, come in Italia (bonus-vacanze) ma anche Ungheria, Francia, il governo sta pensando ad un voucher da utilizzare per i soggiorni nel Paese.

Lo ha annunciato Andrzej Gut-Mostowy, Ministro per lo Sviluppo in una intervista rilasciata a ‘Varsaw Voice’, secondo cui questo voucher dovrebbe essere di aiuto sia agli imprenditori del settore sia alle persone con basso reddito che possono, così, accedere ai servizi turistici.

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