“NewsWeek Polska”: un giornale di parte. Ma, loro, possono farlo

Funziona così: se sei contro il governo ma ti dichiari indipendente e 'liberal', puoi essere fazioso e di parte. Se ti schieri con il governo, ma ti dichiari onesto ed in cerca della verità, sei un cattivo giornalista. NewsWeek docet

KRACÓW – Scorrendo sullo schermo la copia online di NewsWeek ultima (29 agosto 2020), la cosa che ha colpito nello ‘scrolling’ dei titoli è stato uno in particolare: Cyniczna gra „bliźniaków mniejszych”. Jak bracia Karnowscy z dziennikarzy stali się wyznawcami PiS“.

In Italiano dovrebbe essere: “Il cinico gioco di “piccoli gemelli”. Come i fratelli Karnowski si sono trasformati da giornalisti in seguaci di PiS“.

Cosa hanno fatto i gemelli Karnowski?

Ma cosa hanno fatto stì ‘gemelli piccoli‘, nel senso che i gemelli grandi sarebbero i gemelli Kaczyński, Jarosław e Lech, il secondo Presidente della Repubblica deceduto nell’incidente di Smolensk ed il primo leader del partito di governo, il PiS?

A quanto pare hanno deciso di prendere posizione rispetto la vita politica della Polonia.

Ambedue giornalisti, hanno creato un sito di informazione, wpolityce.pl, che non ha, come dire, una linea particolarmente critica contro il governo oggi a guida PiS.

Ma, qui l’errore, lo hanno fatto pubblicamente, prendendo posizione apertamente. Con i relativi rischi.

Rischio, esempio, come loro stessi dicono nel proprio sito è di essere vittima di attacchi.

Tali attacchi – scrivono – sono un costo naturale per adottare un atteggiamento filo-polacco. Per servire la verità e la Polonia, per il rispetto dei valori cristiani e della storia nazionale. Sì, lo paghi nella vita pubblica e noi lo paghiamo consapevolmente. Viste le esperienze di molte generazioni precedenti, sarebbe vigliacco lamentarsi“.

Giornalismo: quando mai è stato libero e indipendente?

Ammettiamo di non avere letto l’articolo sul NW ma è, correttamente, a pagamento. E noi non abbiamo l’abbonamento.

Ma il senso è chiaro, lo ‘scandalo’ è evidente: secondo la redazione polacca di NewsWeek, un giornalista dovrebbe essere ‘indipendente” e quindi non dovrebbe schierarsi.

In effetti, secondo la volgata comune e lo ‘story telling’ che si racconta anche nelle università, il giornalismo dovrebbe essere ‘unbiased‘, cioè ‘imparziale‘ nel raccontare i fatti.

Ovvio che è la teoria. E le teorie, al massimo, sono modelli a cui tendere, non concreta realtà.

Non stiamo a fare qui il racconto della falsità dell’indipendenza del giornalismo, fin dal suo debutto.

Basti pensare che normalmente un giornale ha un editore (tranne pochi casi, ma sempre più oggi con lo sviluppo della comunicazione su internet).

E l’editore può essere lo Stato, in quel caso la redazione è proprio assolutamente non indipendente.

O un editore privato che ha come unico obiettivo la “massimizzazione del profitto’, per cui l’orientamento è “gestire l’informazione convenientemente”.

Così se l’obiettivo dello ‘Stato/editore” è avere notizie a proprio favore per la gestione del potere, il “privato/editore” vuole notizie generalmente a favore (o non contrarie) ai suoi inserzionisti/maggiorenti perchè sono loro che pagano la pubblicità.

Giornalismo italiano al miglior venditore

In Italia ne sappiamo davvero tanto, di tutto ciò.

Dagli albori di Berlusconi, imprenditore per eccellenza ed editore maximo di giornali e tv, alle attuali performance giornalistiche di testate che si schierano con l’una o l’altra parte.

Ad esempio, il ‘famoso’ Corriere della Sera è in mano a Umberto Cairo, un imprenditore abile e spregiudicato.

Durante la pandemia ed il faticoso e costoso lock down in Italia, Cairo lanciò un messaggio YouTube, destinato però solo ai suoi venditori di pubblicità.

Il messaggio sfuggì al suo controllo e divenne pubblico (lo si può vedere qui).

Nel video Cairo, da “padrone del vapore”, esordisce comunicando che era pronto ad andare a ‘dare sostegno‘ (sic) al direttore del giornale.

Ma l’obiettivo vero del messaggio video era incitare a vendere, vendere, vendere pubblicità.

Perchè le aziende inserzioniste stavano spendendo milioni in pubblicità tv (lui è proprietario anche de La7, tv privata italiana tacciata di faziosità pro-governo Conte) proprio perchè la gente era chiusa in casa, guardava la tv 24 ore al giorno per avere notizie sulla pandemia e gli inserzionisti stavano investendo.

Il Corriere della Sera e La7, i suoi media, sono stati accusati di essere stati ed essere tra i maggiori ‘terrorizzatori’, rilanciando sempre notizie roboanti ma poco serie sul covid, facendo piangere nonne e mamme per il terrore instillato.

Ancora oggi, questi media, riportano giornalmente il numero di tamponi positivi. Senza mettere in evidenza il fatto che le terapie intensive degli ospedali sono vuote e la ‘minaccia di morte per covid’ rimane solo nei titoli.

“La Repubblica”: made in Fiat

Altro esempio è La Repubblica, giornale apertamente di sinistra e oggi pro Unione Europea e quindi governo Conte.

La Repubblica è in mano alla famiglia Agnelli, quelli della Fiat.

Recentemente il governo, cui comunque loro si inchinano, fu preso di mira perchè il primo ministro Conte tentennava a dare 6mld di € per recupero post-covid.

Dopo qualche articolo ‘contro’, il PM Conte elargì i 6 mld. (oggi come abbiamo detto, la FCA-Fiat si è alleata con i francesi che avranno il mercato della sub-fornitura e produrranno in Polonia. Ma i 6mld li hanno presi)

La Repubblica cessò gli attacchi al governo ed ha ripreso alla grande la terrorizzazione sanitaria dei cittadini sul corona virus.

E’ parso una sorta di ‘scambio di favori”: tu mi dai i soldi ed io mantengo sempre alta la paura tra la gente.

Così il Governo è libero di fare ciò che vuole solo con un semplice decreto amministrativo.

Fatto Quotidiano: le quotidiane capriole pro Governo

Ultimo ma non meno importante esempio di giornalismo di parte è il tragico ‘Fatto Quotidiano’ le cui giravolte per giustificare le azioni governative sono ormai epiche e forse anche studiate nelle università.

Con un Primo Ministro passato prima da governare con la Destra a governare oggi con la Sinistra, il Fatto diretto da un uomo-al-fiele come Marco Travaglio, fa i salti mortali per nascondere le follie e gli scivoloni governativi.

Il più delle volte lo fa aggredendo, giornalisticamente, gli avversari di Conte e dei 5 Stelle da cui Marco ha appreso la nobile arte della ‘capriola‘.

“NewsWeek” contro il governo polacco. Ma loro lo possono fare perchè ‘liberal’

E quindi, lasciando l’Italia, arriviamo al NewsWeek Polska che ha un evidente conto in sospeso con il governo polacco a trazione PiS e, quindi specie dopo le ultime elezioni, contro la maggioranza dei Polacchi.

Basta anche ad una veloce scorsa dei titoli (link), praticamente tutti ‘anti-governativi’.

Si parla dell’attivista LGBT che ha paura e vorrebbe essere fuori dalla Polonia, ai vescovi pedofili, all’assassinio di Adamowicz fatto da un ‘non pazzo’ (quindi qualcuno mandato da qualcun altro), alla debolezza del presidente Duda, all’invadenza del PiS, al terrorismo sanitario su una ‘bomba’ covid, ancora contro il PiS, nuovamente un vescovo pedofilo, eccetra eccetra.

La pagina del NewsWeek Polska con i titoli tradotti in Italiano

Una sorta di odio giornalistico organizzato contro il governo in carica in Polonia.

Liberi davvero di farlo per la giusta e mai da censurare e sempre difendere libertà di espressione.

Ma mentre loro sputano e sparano a zero contro il Governo polacco, aggrediscono i fratelli Karnowski per avere scelto liberamente e senza censure, di prendere una posizione pro-polacca, in favore della tradizione del Paese ed i valori del suo Popolo.

Una cosa che, nella mentalità perforata di NewsWeek, è sbagliata: i Karnowski non avrebbero dovuto farlo in quanto ‘giornalisti’.

O almeno, avrebbero dovuto farlo come fanno molti giornali ‘liberal’, di sinistra: sbandierare la propria indipendenza e poi, sotto sotto, sposare e sponsorizzare e magari raccogliere fondi in maniera non trasparente, da chi dichiara “valori di sinistra”, oggi definiti ‘liberal” e ritenuti superiori.

Pareggiamo il conto?

Tra Newsweek.pl e Wpolityce si potrebbe, però, pareggiare il conto.

Se i fratelli Karnowski hanno scritto nel loro sitoZa służbę prawdzie i Polsce, za szacunek dla wartości chrześcijańskich i narodowej historii (Per servire la verità e la Polonia, per il rispetto dei valori cristiani e della storia nazionale)“, il NewsWeek, dagli Usa alla Polonia, dovrebbe scrivere: “Per servire il globalismo mondialista e il cambiamento dei valori Umani utili a creare il rimescolamento sociale e favorire il capitale finanziario per pochi’.

Ma non è una cosa che faranno mai.

Jacek e Michał Karnowski

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