9500 soldati USA (in più) in Polonia

Un contingente di 9.500 militari (o forse solo 1.000) potrebbe essere spostato dalla Germania in Polonia. Ma probabilmente non prima delle elezioni americane di Novembre

Militari polonia-usa

WARSAW – Movimento di truppe tra la Germania e la Polonia. Ma si tratta di truppe USA che muoveranno dalla Germania appunto per fare ‘stanza’ in Polonia.

E’ quanto emerso da una conferenza stampa congiunta Trump-Duda in cui il Presidente degli Stati Uniti ha dichiarato la volontà di muovere diversi battaglioni per trasferirli in Polonia.

Dal canto suo, il Primo Ministro Morawiecki ha detto a BNS Baltic News Service che “non è nostra intenzione raggiungere questo risultato riducendo il contingente americano in Germania“.

Mossa inattesa non troppo

La mossa per quanto inattesa, temporalmente almeno, non era però del tutto inaspettata.

Già nel 2018 il Washington Post aveva indicato come l’amministrazione Trump fosse intenzionata a rivedere la propria presenza in Germania, forte di un contingente di 35.000 uomini.

Il numero di 9.500 uomini dislocati proviene da un articolo del WSJ in cui si parla della riduzione di militari in Germania dagli attuali 34.500 a 25.000. Di questi pare forse 1.000 potrebbero essere destinati alla Polonia

La dichiarazione del 2018, però, venne presa come una sorta di ‘pressione’ da parte di Trump verso la cancelliera Merkel ‘rea’ di non spendere abbastanza nella Difesa e specialmente per il supporto alla Nato.

Movimenti anti-Russia e anti-Merkel

Oggi invece quella ‘minaccia’ pare concretizzarsi ed il ‘deployment‘, ovvero lo schierarsi di truppe in Polonia può essere visto sotto due aspetti, come ha sottolineato una analisi della rivista italiana di geopolitica ‘Limes’.

Da un lato, la poca sintonia politica ed amministrativa che non lega Trump alla Merkel.

A parte una divisione sulla filosofia del governare, l’amministrazione americana accusa la Germania di spendere poco per la difesa e, quindi, di contribuire ben poco al budget della NATO/OTAN, le cui spese maggiori ricadono sulle spalle degli USA.

La spesa per il sostegno della NATO/OTAN

Dall’altro, quello più propriamente militare, lo spostamento di truppe vorrebbe mandare un segnale forte alla Russia, con un movimento di truppe verso la la Polonia, praticamente il Paese Nato più esposto ai confini Russi.

In questo scacchiere, la Polonia si colloca perfettamente vista la storica diffidenza della stessa Polonia nei confronti della Russia vista, anche oggi, come un potenziale nemico.

Uomini e mezzi

Un tale spostamento di truppe impatta anche fortemente con l’organizzazione ed anche l’economia di un territorio legata al movimento economico e finanziario che tale massa di uomini, mezzi e logistica, crea.

Basti pensare in Germania il  Landstuhl Regional Medical Center (LRMC), il maggior complesso ospedaliero USA al di fuori degli Stati Uniti o la vicina base aerea di Ramstein.

Oppure l’US Army Bavaria Garrison, headquartered a Grafenwöhr, il più grande quartier generale USA fuori dal Paese e che ospita migliaia di miliari, le loro famiglie e personale civile.

La presenza militare USA in Germania (fonte: DW)

The Guardian: si indebolisce la Nato

Ovviamente non tutti sono a favore di questa posizione di Trump. E non si capisce bene se è per ‘visione strategico-militare’ o più semplicemente per schieramento politico.

Ad esempio, il The Guardian inglese ha visto, in tale spostamento di truppe addirittura un ‘indebolimento della intera Nato’ ed un’azione data praticamente solo dallo ‘stizzo’ di Trump contro la Merkel.

Spostando 9/9.500 uomini dalla Germania in Polonia pare sia impossibile, o quasi, effettuare operazioni militari e/o di controllo nel Mondo. Cosa che era possibile quando i 9.500 erano di stanza in Germania. Sarà una questione logistica di alto livello non meglio specificata.

Il tedesco DW ha indicato commenti in cui si vedeva nella mossa di Trump ‘un’attitudine (negativa) che colpisce qualunque militare professionale‘.

Da sottolineare, come viene messo in evidenza da più analisti, che l’effettivo movimento di truppe, con molta probabilità, non avverrà prima delle prossime elezioni americane di Novembre 2020.

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