A Varsavia si vive meglio che a Roma. Ma siamo messi male in tutt’e due i posti

Secondo 20.259 'espatriati' collegati dal sito Internations, tra le due capitali europee, la qualità della vita è migliore a Varsavia che a Roma

ROMA/WARZAWA – Per il 6° anno consecutivo, Internations, ha rilasciato la propria classifica legata alla ‘qualità’ della vita nelle maggiori città del Mondo.

Una classifica basata sui giudizi di 20.259 ‘espatriati’, rappresentanti 182 nazionalità e sparsi in 187 Paesi.

Sono 7 le aree in cui è stato espresso un giudizio (Best & Worst Places for Expats, Biggest Winners & Losers, Quality of Life Index, Ease of Settling In Index, Working Abroad Index, Personal Finance & Cost of Living Indices, Family Life Index) con un annesso speciale per le città più accoglienti.

L’Asia si fa strada. L’Europa si difende

Facendo un rapido scorso dei risultati, è la Tigre asiatica che si staglia come area con le maggiori opportunità e qualità di vita.

Come ‘Peggiori e Migliori posti per espatriati’, la prima area è Taiwan, peraltro al top fin dal 2016, che offre una grande qualità della vita, un ambiente favorevole per le finanze. Un ottimo ambiente lavorativo ed una relativa facilità al ricollocamento.

Taiwan è seguita dal Vietnam che è salita in classifica e che ha un’ottima referenza per le finanze personali ed il clima lavorativo. In classifica anche Singapore.

Ma anche l’Europa non è da buttare con Portogallo, Spagna e Repubblica Ceka.

Il Portogallo è un Paese in cui è ‘altamente probabile’ rimanere a vivere con un clima amichevole, opportunità di divertimento, felicità personale e sicurezza personale.

E chi c’è in basso?

A dispetto del fatto che ci siano i ‘petrodollari’, il peggior Paese come attrattiva per andare a vivere, è il Kuwait.

Un Paese indicato come ‘difficile da vivere’, anche per l’aspetto lavorativo. Ed in effetti la maggioranza di chi si è trasferito qui, lo ha fatto per motivi di lavoro ma con un bilancio ‘allegria-lavoro’ piuttosto negativo.

Al penultimo posto, qualcosa che – onestamente – fa male scrivere, c’è l’Italia. Il Bel Paese di una volta è al 63° posto e mai è stata così in basso e mai negli ultimi 10.

E’ un Paese considerato difficile per la vita lavorativa, quella famigliare, per le prospettive.

La Nigeria è prima dell’Italia, il Brasile, la Turchia, l’India. Pare si stia meglio persino nel martoriato Venezuela.

Se ‘mal comune è mezzo gaudio’, tra gli ultimi posti c’è anche il Regno Unito, la Russia, la Corea del Sud.

La Polonia, è a metà classifica. Al 34° posto tra la Norvegia (35) e la Germania.

Vita per la Famiglia

Tra gli aspetti che vogliamo, tra gli altri, mettere in evidenza, l’indice relativo alle aspettative di Vita Famigliare.

Qui, imbattibile, la Finlandia, al primo posto dal 2016. Qui la vita per i ragazzi è considerata al top per i costi accessibili, la qualità dell’istruzione, la disponibilità di alternative.

In questo segmento, è un po’ tutta l’Europa che si mette in evidenza, con la Svezia al secondo posto ed ancora la Repubblica Cecka al 4°.

L’Italia è al 31° posto su 36 Paesi e rimane agli ultimi posti anche nelle sub-aree investigate, mentre non ha avuto segnalazioni la Polonia.

Le meglio e le peggio città

Per quanto riguarda le città, qui gli indici considerati sono stati 13 raccolti i queste sub-aree: Quality of Urban Living Index, Getting Settled Index, Urban Work Life Index, Finance & Housing Index.

E qui, le cose per Italia e Polonia, non brillano.

Diciamo che per qualità di vita (ripetiamo sempre dal punto di vista di espatriati in quei Paesi), al 1° posto c’è Taipei. La città asiatica svetta per qualità della vita in generale, per facilità di ‘housing’, per una economia favorevole, costi accettabili.

A seguire, Kuala Lampur, città ritenuta facile dove insediarsi, con facilità di trovare alloggio e buone condizioni finanziarie.

Il 3° e il 4° posto ancora in Asia con HoChiMin e Singapore e poi la prima ‘occidentale, Montréal in Canada. Poi Lisbona, Barcellona, Zug, l’Aia e Basilea.

La vergogna, per gli italiani, sta nel fatto che Roma, la capitale d’Italia è all’81° posto, il penultimo prima di Kuwait City.

Roma, peraltro a fianco a Milano all’80° posto, è indicata come impossibile da vivere per “crescita professionale, per salati sottopagati, nepotismo, burocrazia ed in generale per lo stato delle infrastrutture”

Varsavia, la capitale della Polonia, non è messa benissimo. E’ al 57° posto. Certo, molto meglio di Roma, a dire il vero. Ma vicino a Buenos Aires e Boston.

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