Dalla Polonia a Marte. Andata e ritorno

Marte a portata di 'popolo'. E' il progetto che alcune università polacche e la SatRevolution hanno intrapreso creando un consorzio con la presenza della Virgin Orbit

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KATOWICE – Lo spazio è certamente il nuovo ‘West’, quella frontiera dura ed inesplorata che i coloni europei, nel continente ‘americano’, spingevano sempre più in la.

Ed oggi, a 50 anni dall’allunaggio (che qualcuno mette scientemente in dubbio, vedi qui “American Moon” di M. Mazzucco) e forse un po’ dimenticata la Luna, la frontiera si è spostata al pianeta Marte.

Sono ben 4 le missioni verso il pianeta Rosso, la ExoMars dell’ESA (European Space Agency), Mars 2020 della NASA, dal costo stimato di oltre 2.000.000.000€  e Al-Amal di UAESA (gli Arabi) e HX-1 di CNSA (i cinesi).

Exo Mars

Marte e le Università polacche

Adesso, accanto a americani, europei, arabi e cinesi, entrano in gioco anche i polacchi.

O meglio, un pool di università polacche che si sono alleate con la SatRevolution, una società polacca che tratta ‘satelliti e company’, fondata nel 2016 e di base a Wroclaw (questo è l’indirizzo, se qualcuno vuole prenotare un viaggetto su Marte: Stabłowicka 147, 54-066 Wrocław).

Al cuore del consorzio ci sono le seguenti università: AGH University of Science and Technology, Wrocław University of Science and Technology, Poznań University of Technology, Gdańsk University of Technology Lódz University of Technology, John Paul II Catholic University of Lublin, and Wrocław University of Environmental and Life Sciences.

Ben chiaro, almeno nella teoria, il piano di questo consorzio formalizzato durante il Mobility’19 rEVolution di Katowice dal 9 al 10 ottobre scorsi.

Infatti vorrebbero fare 3 viaggi su Marte entro tre anni dalla data di costituzione. Una sfida notevole.

Mr Virgin parla polacco

Che possono però cercare di portare in porto perchè in questa Sant’Allenza verso Marte è entrato anche mr Virgin, Sir Richard Branson e la sua azienda di lancio di satelliti, la Virgin Orbit.

Sarà infatti proprio la Virgin Orbit ad occuparsi della messa in orbita del vettore, con il Virgin Orbit’s LauncherOne rocket, una “piattaforma di lancio adattiva” nel senso che può essere collocata in diverse parti del Mondo.

La LauncherOne è made in Usa ed ha un Boing 747-400 che la porta all’altezza necessaria e poi ne agevola il distacco.

Il LauncherOne di Virgin Orbit

Secondo il Vice-President di Virgin Orbit, Stephen Eisele, il mantra di questa nuova avventura è “Aprire lo Spazio a tutti”.

E difatti, questo progetto anglo-polacco è visto come una sorta di ‘popolarizzazione’ del concetto di volo in orbita.

Marte a prezzi popolari

L’idea è difatti quella di rendere accessibile non solo ai mega-ricchi, la possibilità di viaggiare verso Marte.

Il che ovviamente non significa un biglietto a costo di un viaggio in treno o in autobus. Anche se ancora non ci sono indicazioni in tal senso.

Un Marte popolare che parte dalla Polonia è che ha reso, ovviamente, orgoglioso del progetto Jadwiga Emilewicz, il Ministro per l’Imprenditorialità e la Tecnologia.

Per me – ha detto – è di orgoglio che la nazione di Copernico giochi un ruolo così importante nel tentativo dell’Umanità di comprendere il nostro Sistema Solare. Nel 2014 la Polonia ha creato la Polsa (agenzia polacca spaziale) con lo scopo di sostenere la crescita dell’industria polacca, per mettere assieme il mondo degli affari e della tecnologia“.

“In questo campo – ha aggiunto – il futuro ci pare brillante. Abbiamo già provato che gli scienziati e gli ingegneri polacchi hanno diretto con successo missioni in orbita attorno alla Terra. Ed adesso la ricerca è per nuovi ‘paradisi’, come Copernico ha già fatto“.

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