Spionaggio in Polonia. Due arresti: un cinese ed un polacco

WARSZAWA – Riporta la agenzia ANSA italiana che la ABW (Agencja Bezpieczeństwa Wewnętrznego), la agenzia di controspionaggio polacco e per la sicurezza nazionale, ha arrestato un cittadino cinese che lavora per la Huawei e un cittadino polacco.

L’accusa è di spionaggio

La Pap riporta che i due si chiamano Piotr D (il polacco) e Wejing W (il cinese) .

Secondo i media polacchi avrebbero passato informazioni all’intelligence di Pechino. La legge prevede per questo crimine, un arresto fino a 10 anni.

Il cittadino cinese lavora/lavorava per la Huawei mentre il polacco era nei servizi di sicurezza di Orange Polska, un provider di servizi telefonici ed informatici.

Huawei in lista nera

La Huawei è stata recentemente agli onori della cronaca proprio per fatti legati allo spionaggio industriale.

Agli inizi di dicembre, Meng Wanzhou, tra l’altro figlia del fondatore della società ed a capo della finanza nella stessa società cinese, fu arresta in Canada.

L’arresto, da cui poi fu rilasciata dopo una cauzione di 7mln di dollari, fu effettuato in Canada per un mandato richiesto dagli Usa che ne avevano chiesto l’estradizione.

L’accusa era di violazione della Huawei all’embargo contro Iran e Corea del Nord. Ma da più parti si sospettava che la tecnologia usata dai cinesi permettesse piuttosto una continua attività di spionaggio verso Stati Uniti ed altri Paesi occidentali

Spionaggio su larga scala

La CNBC ha indicato come gli USA abbiano accusato la Huawei di avere usato proprie controllate, in questo caso la SkyCom, di avere effettuato operazioni di fornitura di tecnologia sotto embargo all’Iran.

Anche la tecnologia della Huawei solleva dei dubbi in relazione al fatto che può essere una backdoor, una porta di accesso segreta per permettere al governo cinese di accedere a notizie ed informazioni.

Per questo Australia e Nuova Zelanda hanno bandito la Huawei dai propri uffici, anche solo per la telefonia cellulare

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