Salvini in Polonia: rifare l’Europa pensando ai veri valori

Salvini all’Altare della Patria a Varsavia

WARSZAWA – Non si può dire non sia stato un successo, mediatico e di relazione interpersonali, il viaggio di Matteo Salvini in Polonia dove ha incontrato diversi esponenti politici, dal Primo Ministro al capo del partito di maggioranza in Parlamento, Jarosław Kaczyński.

Tra le discussioni, molta economia, con lo scambio tra Italia e Polonia che supera i 20mld di euro e che ha avuto l’avallo della comunità imprenditoriale italiana in Polonia che è stata incontrata nella ambasciata d’Italia a Varsavia.

Alleanza pro Nuova Europa

Ma ovviamente l’incontro era molto più politico che istituzionale, viste le prossime elezioni europee e la necessità di trovare un bilanciamento dentro il Parlamento europeo allo strapotere del PPE che, governato sostanzialmente dalla Germania con un pizzico di Francia, ha delineato il progresso dell’Europa verso piuttosto un regresso.

E l’incontro di intenti tra l’Italia sovranista e la Polonia nazionalista pare abbia portato questi frutti sperati dai loro leader.

Chi vede dei punti critici, evidenzia la relativa vicinanza di Salvini a Putin, leader russo assolutamente mal visto in Polonia. Sia per i trascorsi storici, sia per le vicende più moderne che individuano nell’idea collettiva polacca, la Russia un potenziale invasore.

Ma, di certo, il ‘legame’ tra Salvini e Putin non è ‘ammistrativo’. Semmai politico, di unità di visione nella gestione di una società, una Nazione.

La Russia, non è comunque l’Europa e Salvini non pensa certo di a creare una entità tipo una Unione RussoEuropea. L’Europa, magari non questa Unione Europea massimalista e poco attenta ai suoi cittadini, è il destino dell’Italia. Non certo la Russia.

Fuori dalla germanocentricità europea

In questo senso, il trait-d’union tra Italia, Polonia e gli altri stati nazionali, è proprio la contrarietà all’attuale assetto dell’Europa, a trazione non tanto germanocentrica quando orientata alla dissoluzione delle Nazioni che compongono il mosaico Europa per sostituirlo con una sola di melting-pot/melma da cui sarebbe difficile uscire se non con la sofferenza di molti.

Rispetto alle prossime elezioni, Salvini ha dichiarato che ‘con Kaczyński si è parlato di Europa, di come dare un senso al sogno europeo che le burocrazie hanno ucciso in questi anni, parlando non solo di economia ma di valori, di famiglia. Abbiamo condiviso il fatto che se il bilancio europeo il prossimo anno taglia i fondi all’agricoltura, pesca, all’economia italiana e polacca, bene questo non è un bilancio che ci piace‘.

Ed in effetti, come avevamo detto, se dal punto di vista politico ci sarebbe stato poco da discutere nel senso che la alleanza tra questi, ed altri partiti nazionali, è naturale, la questione maggiore sarà nella futura gestione del bilancio europeo.

Fondi strutturali ridotti?

La fuoriuscita della Gran Bretagna farà mancare una bella cifra al bilancio.

Ed un tentativo dei partiti di centro-sinistra, ove tornassero ad avere la maggioranza in Parlamento, potrebbe essere quello di dividere i Paesi con governo ‘nazionalista’ – esempio Polonia, Italia, Ungheria – giocando sui fondi strutturali a favore di uno piuttosto che altro.

Un pericolo ed una strategia ‘dividi et impera‘ che Salvini vuole impedire.

E che pare sia possibile con questi primi incontri che saranno presto consolidati con altri meeting con partiti dello schieramento Europe Of Nations (#EuropeOfNations).

Che potrebbe comprendere anche Orban, il primo ministro ungherese. Il quale, almeno per adesso, vuole però tenere i piedi dentro il PPE europeo. Magari però per giocare di sponda con in nazionalisti e, da dentro il PPE, spingere per una Europa più sociale e meno finanziaria.

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