Polonia e Germania in competizione per i lavoratori ukraini

La Germania è a secco di lavoratori. Li cerca nei Paesi extra UE. Quindi anche in Ukraina che è il serbatoio di mano d'opera per eccellenza per la Polonia

Lavoratori del settore costruzioni

BERLIN – C’è un problema per il Paesi in forte crescita economica: trovare mano d’opera. Ovviamente il più qualificata possibile e meno complicata da gestire, anche socialmente.

E parlando di tali Paesi, la Germania in questo momento la fa da padrona. Il PIL non cresce ai ritmi della Polonia o Ungheria (Germania 1,1% anno-su-anno a Novembre) ma pare che ci siano oltre 1 milione di posti di lavoro da riempire: dai camionisti alle badanti, dai carpentieri ad anche lavori nell’IT. Un buco che secondo l’Istituto Tedesco di Economia, provoca un ‘ammanco di cassa’ nel Pil nazionale di circa 30lm di Euro/anno

Il governo della cancelliera in scadenza #Merkel, dopo avere aperto ad oltre 1 milione di immigrati, perloppiù musulmani, si è reso conto che oltre il 90% di questi vive di welfare statale, non è in grado di lavorare e starà sulle spalle dello Stato per anni e anni.

Ecco allora che la settimana scorsa, lo stesso Governo a scadenza della Merkel ha emanato il Fachkräftezuwanderungsgesetz, ovvero una legge che apre all’ingresso di immigrati ExtraEuropei rendendo meno complicate le procedure.

Secondo queste norme, per un laureato o un lavoratore specializzato, sarà più facile trovare lavoro in Germania.

A poter essere favoriti da tale apertura, tra i primi potrebbero essere gli ukraini, la cui maggioranza in effetti anela ad un lavoro nella Unione Europea.

Ma in tale passaggio potrebbe rivelarsi un piccolo problema per le aziende polacche considerando che, pur se la Polonia è accusata di non far entrare ‘immigrati’, ospita oltre 2 milioni di immigrati ukraini.

Secondo l’istituto polacco di statistica, in Polonia potrebbe immettere nel sistema economico 250,000 ukraini che, ovviamente, dovrebbe sottrarre all’attrazione tedesca.

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