Il governo assicura che la bolletta elettrica non aumenterà

Rischio aumento della bolletta elettrica per aumento dei costi di produzione. Ma proposta di abbassamento IVA e accise

WARSAW – Si è da poco concluso il vertice COP24 di Katowice. Un vertice che da più parti è stato definito come un accordo di facciata con i Paesi in via di Sviluppo a chiedere interventi ai Paesi Sviluppati per sostenerne l’evoluzione economica senza intaccare l’ambiente, già pare fortemente in crisi.

Ma in ogni caso, alcuni cambiamenti nelle tecnologie di produzione dell’energia, elettrica in primo luogo, stanno avvenendo anche in Polonia.

Con la direttiva adottata da Governo nel 2014, con PO e PSL alla guida (Platforma Obywatelska e Polskie Stronnictwo Ludowe, partiti di sinistra), il costo dell’energia elettrica ha cominciato a salire.

D’altra parte, come abbiamo indicato, la Polonia ha un forte dipendenza dal carbone per la produzione di energia elettrica ed ogni cambiamento tecnologico rischia, almeno nel breve periodo, di aumentare i costi relativi.

Il rischio è adesso che la struttura delle accise, legate ad una prospettiva atta a disincentivare le produzioni inquinanti a favore di quelle meno inquinanti, possa far aumentare i prezzi.

La bolletta non aumenterà

Una ipotesi che il Ministro dell’Energia, Krzysztof Tchórzewski vorrebbe ‘sterilizzare’ per impedire il rialzo della bolletta elettrica per i polacchi.

Anzi, in questo senso va la proposta di legge avanzata dal partito Kukiz’15 (destra) che ha proposto, per nome del suo fondatore e presidente Paweł Kukiz, una riduzione dell’IVA e delle accise proprio sulla bolletta elettrica.

In particolare, la proposta prevede il passaggio dell’IVA dal 23 al 5% e le accise da 20pln a 4,5pln per kwh (in Italia l’IVA sulla elettricità è il 10%)

Le accise sono delle tasse, gestite dalla Agenzia delle Dogane (o corrispondente) e non riguardano solo l’energia elettrica ma molti altri prodotti di uso quotidiano, sia in ambito domestico che industriale.

L’accisa in origine era chiamata spesso tassa di fabbricazione e veniva trasferita al compratore nell’istante in cui egli acquistava il prodotto o il servizio. Con il tempo ha preso il nome di accisa, ma la sostanza non muta.

Essa rappresenta una fonte di entrata per lo Stato, il quale si trova ad avere un introito in grado di contribuire alla copertura di determinate esigenze economico finanziarie.

Tempi addietro erano unicamente pensate per petrolio e carburanti, ma con il trascorrere del tempo, visti i risultati che il Governo poteva ottenere, sono state estese anche all’intero settore dei servizi energetici e di consumo, arrivando a toccare anche la fornitura di energia elettrica

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