La Marcia dell’11 Novembre: chi la vuole e chi la vieta

La Marcia per l'Indipendenza, che si tiene dal 2010, ha avuto quest'anno un fronte contro capeggiato dai politici più vicini ai partiti di sinistra. Perchè la marcia è vista come espressione, peraltro forte e coinvolgente, dei partiti di destra

Alcuni dei partecipanti alla Marcia dell’Indipendenza a Warsaw

WARSAW – In un momento in cui le Nazioni si spaccano, anche le celebrazioni di Unità Nazionale hanno una valenza politica di parte.

Non può che essere questa la lettura dei vari vieti-e-divieti che sono nati attorno alla tradizionale Marcia dell’11 Novembre, festa della Indipendenza polacca.

Da Wroclaw a Warsaw, alcuni sindaci hanno, infatti, varato propri decreti per vietare la Marcia che si tiene dal 2010.

Il divieto del Sindaco di Varsavia…

Il caso più eclatante è, ovviamente, quello della capitale, Warsaw, la cui sindaca Hanna Gronkiewicz-Waltz – in carica fino all’arrivo del successore, Rafał Trzaskowski, eletto col 54.1 % alle scorse elezioni locali – ha vietato la manifestazione.

Ufficialmente, il divieto è per motivazioni di ordine pubblico. Ma in realtà, Gronkiewicz-Waltz esponente del partito di sinistra di PO, voleva impedire il rassemblement per l’11 Novembre, spesso accusato di essere di schierata marca nazionalista.

Lo scorso anno, infatti, oltre 60.000 polacchi (stima della polizia) hanno sfilato tra le vie della capitale, con una ampia ed evidente scelta di sottolineare i valori nazionali.

La Marcia dell’Indipendenza 2018 era programmata per domenica e doveva svolgersi con lo slogan “Dio, onore, patria”. I partecipanti avevano pianificato di riunirsi a 14:00 alla rotatoria di Dmowskiego, quindi superare Alejami Jerozolimskie, ponte  Poniatowski, Wybrzeże Szczecińskie e ul. Siwiec attorno all’architettura dello stadio nazionale.

Lo stesso slogan del 2017, ‘Vogliamo Dio’, era stato definito ‘xenofobo’ e ‘nazista’ dal Consiglio Comunale della Capitale, in mano alla sinistra.

..è stato vietato dal tribunale

La situazione sta creando difficoltà in ambito amministrativo e politico.

E certamente anche confusione tra i cittadini. Probabile “arma segreta” con cui l’amministrazione della città spera anche di tenere lontano la maggior parte dei manifestanti dal venire nella Capitale.

Sotto questa visione, anche una marcia con scarsa adesione, sarebbe una ‘vittoria’

Contro il divieto, è stato disposto un ricorso al Tribunale Distrettuale che, proprio nei giorni scorsi, si è pronunciato a favore della cancellazione del divieto. In tal senso, quindi la marcia si potrà fare con tutti i crismi legali.

Nella decisione il giudice di merito l giudice Michał Jakubowski, ovviamente, non poteva che mettere in evidenza come “la libertà di riunione svolga un ruolo significativo nello stato di diritto democratico” e che “il diritto all’assemblea è protetto dalla costituzione“.

L’eventuali divieto, ha aggiunto “(sarebbe stato) possibile dopo un attento esame del caso e (la richiesta) doveva contenere una giustificazione convincente“.

In questo senso, la sindaca in uscita Gronkiewicz-Waltz, non ha reso evidente quale pericolo potesse essere insito in tale marcia. Se esempio rischio di danni per la vita, la salute e la proprietà in tali disproporzioni da far ritenere necessario il divieto, e questa era la premessa principale del divieto emesso.

Marcia nazionale e ufficiale

Prima di questa decisione, comunque, era intervenuta una presa di posizione ufficiale del governo polacco per cui l’11 Novembre sarebbe stato festeggiato in maniera ufficiale con la presenza delle alte cariche dello Stato. Il tutto dopo una riunione tra il Presidente Andrzej Duda ed il Primo Ministro Mateusz Morawiecki.

Secondo quanto comunicato dallo stesso governo centrale, la indizione di una manifestazione ufficiale, elimina la possibilità di altre marce, per dire, concorrenti. In tal modo eliminando alla radice la questione del contendere.

Ci si aspetta, quindi, che l’esasperato nazionalismo lasci spazio ad un più corretto amor di Patria e che i manifestanti più di destra vogliano del tutto evitare situazioni di tensione e disagio.

Una prospettiva forse non del tutto attesa, se è vero che il Dipartimento di Stato Usa ha addirittura lanciato un ‘alert“, un richiamo all’attenzione nel proprio account Twitter suggerendo di stare alla larga dal centro di Varsavia per quel giorno

l’Alert del Dipartimento di Stato Usa
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