Elezioni locali: il PiS mantiene la presa popolare. Ma le grandi città guardano altrove

Alle elezioni locali, il PiS riesce a mantenere e parzialmente rafforzare il governo di province e regioni. Ma nelle città, a partire da Warsawa, la situazione non è favorevole

WARSAW – Accanto alle elezioni di MidTerm americane che hanno tenuto banco, anche in Polonia ci sono state importanti elezioni.

Non perchè si dovesse rinnovare tutto o parte del Parlamento polacco, in quanto elezioni sono state di tipo locale, per sindaci e consiglieri di autorità politiche locale.

Ma perchè, in molti commentatori hanno voluto vedere questo come un gradimento dell’elettorato verso il partito al potere. Ed il partito al potere è il PiS (Prawo i Sprawiedliwość – Diritto e Giustizia) di Jaroslaw Kaczynski, che è al governo dal 2015

Le elezioni si sono tenute nel primo turno lo scorso 21 ottobre, per poi avere il secondo turno il 4 novembre.

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Le elezioni locali (fonte: Wikipedia)

Due anni di elezioni

Queste elezioni sono il primo avvio di ‘battaglia politica’ di un lungo percorso che passerà per le elezioni europee del Maggio 2019, le votazioni politiche nazionali per il Parlamento nell’autunno del 2019 ed infine le elezioni presidenziali dell’estate del 2020.

Secondo la costituzione, le elezioni sono state convocate per eleggere i tre livelli del governo locale della Polonia: i municipi (gmina), le contee (powiat, assimilabili a distretti) e le province (województwo, ovvero i voivodati). Come per l’Italia, al primo round si eleggono i consiglieri mentre, in caso di ballottaggio, il secondo turno è solo per i sindaci. Gli eletti, restano in carica per 5 anni.

Quest’anno sono stati 380 i ‘powiat’ chiamati a votare, suddivisi in 314 contee e 66 città maggiori e circa 2,500 sindaci e 47,000 consiglieri.

Un lungo percorso che vedrà il Pis, il partito di governo, sulle barricate assaltato da una “opposizione aggregata“.

Da un lato perché tutta la sinistra variegata – e spesso senza una visione comune se non il “nemico comune” – si aggregherà sostanzialmente per strappare il controllo del Parlamento allo stesso PiS.

Dall’altro perchè un partito al governo ha sempre la necessità di spiegare quello che è stato fatto di fronte ad una opposizione che può viaggiare alto sul ‘faremo‘.

PiS contro tutti

Ed in questi due-anni-due di elezioni, la prima ‘scazzottata‘ parte dalle votazioni locale.

Con il PiS, partito di governo che a livello nazionale ha un gradimento di oltre il 40% di consenso che si è iscontrato con l’opposizione coordinata da una ‘Coalizione Civica‘, utile ad aggregare l’area di sinistra con la leadership di quella altra sorta di coalizione che è la Piattaforma Civica (Platforma Obywatelska, PO).

Per queste elezioni locali di fine ottobre, però, a detta di molti osservatori, i vari parametri nazionali non sono immediatamente riconducibili ai trend dei territori locali, perchè, come praticamente in tutto il mondo, le elezioni locali sono molto vincolate da legami di conoscenze quasi dirette e territorio di riferimento.

In questo senso, allora, diversi commentatori polacchi hanno indicato la sconfitta del PiS, soprattutto per non avere avuto una affermazione più consistente dato il dato di consenso nazionale.

Una analisi rigettata con forza da Jaroslaw Kaczynski, che ha dichiarato, come riportato dal New York Times, che ‘Queste elezioni hanno portato ad una altra vittoria del PiS e che questo è un ottimo viatico per le elezioni politiche‘.

La mappa del voto

In effetti, a guardare la mappa (fonte: Wbdata.pl) dei collegi, il colore viola pare quello dominare ed è chiaro che il sostegno al PiS c’è stato ed è arrivato dalla parte sud orientale del Paese ma fuori dalle grandi città.

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La mappa con colori diversi secondo i partiti vincitori

Legge e Giustizia ha vinto infatti in 1.640 comuni (colore viola) seguito dal blu, assegnato in questa mappa al raggruppamento della Piattaforma Civica a sua volta inserita nella Coalizione Civica. Poi il colore verde assegnato in questa mappa al raggruppamento del ‘Partito rurale’ di orientamento sinistra.

Da notare, nella parte sud più occidentale, il nero del Mniejeszosc Niemicka, ovvero il raggruppamento elettorale che fa capo alla minoranza di lingua tedesca.

A detta degli osservatori polacchi, inoltre, l’afflusso di quasi il 50% (primo turno. Nel secondo 48,8) è stato un elemento di innovazione e di risveglio della partecipazione politica popolare.

Le grandi città all’opposizione

Proprio l’aver perso la sfida nella grandi città, è una delle maggiori critiche al PiS. In questo senso, si vuole evidenziare la classica dicotomia ‘provincia stupida retrograda-città intelligente moderna‘ che, per esempio, è indicata quando si analizza la vittoria di Trump in America.

Secondo i dati, infatti, i candidati associati a PiS hanno conquistato i governi in sole 6 grandi città mentre l’opposizione 28.

Sempre a livello di cittadine, a sfondare, invece, sono stati i candidati indipendenti, vittoriosi in ben 64 città.

Fattore di scelta ovvia nelle elezioni locali in cui l’afflato delle politiche nazionali è meno intenso e il ‘localismo’ prevale su ambiti più ampi.

Elezioni europee fondamentali

La battaglia per il nuovo Parlamento polacco, è quindi iniziata. Con la contrapposizione netta fra la parte conservatrice di governo, a cui va assegnato un triennio di alto sviluppo economico e sociale. Che viene però accusata dalla parte progressista di attuare politiche di restringimento delle libertà personali.

Una battaglia che passerà molto ‘crudelmente’ tra le forche caudine delle elezioni europee del prossimo Maggio 2019. Dove, forse più che in questa votazioni locali, il PiS vedrà chiaramente se la propria politica ‘euroscettica’ e pro-patria sarà avallata dagli elettori.

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