L’economia polacca ‘tira’. Con qualche cenno di stanchezza

Il quadro d'insieme dell'economia polacca è ancora a tinte rose. Qualche crepa nella fiducia degli imprenditori e in un tasso import/export ancora sbilanciato verso l'estero.

A che punto è l’economia polacca dopo la ‘pausa’ estiva’? Certo, non che in estate i parametri finanziari ed economici vadano in vacanza. Ma Settembre è sempre un momento per fare il punto della situazione. Da sempre, a Settembre, si ricomincia: dalla scuola in poi.

Dati e statistiche

Così, come sono i fondamentali economici della Polonia in questo settembre?

Detto velocemente, sembrano tutti buoni.

Cominciamo dalla ‘bestia nera‘ di tutti i governi, quella percentuale di debito su PIL che è il debito pubblico.

Il trend del Debito Pubblico

Indipendentemente da chi lo vede come ‘investimento pubblico’ – e quindi con un ritorno in termini di benessere economico nazionale o chi lo vede come spesa sostanzialmente improduttiva da controllare, un alto tasso di debito pubblico indica comunque uno sbilanciamento dello stato verso un eccesso di spesa rispetto le entrate

Su questo versante, la Polonia non è messa male perchè secondo i dati ricavati da ‘TradingEconomics‘, il debt ratio dalla Polonia è oggi al 50,60%.

Un tasso assolutamente di prim’ordine che comunque non ha mai superato, nelle storia recente, il 55,70% (2013).

Basti pensare che l’Italia, ha un tasso del 131,80%

Secondo i dati di TE, l’interessante è il trend in positivo che si individua in questo indebitamento statale. Si prevede infatti una discesa costante trimestre dopo trimestre per arrivare al 45,01% nel 2020.

In termini concreti, un tale tasso di debito si trasmette al rendimento dei titoli di stato: meno alto è il tasso, minore è l’indebitamento dello Stato specie per i rinnvi. Per la Polonia, il tasso medio a 10 anni dei corrispettivi dei BTP italiani è al 3,18% in aumento al 3,45% del 2020.

Anche qui per fare un esempio, in Italia il tasso è del 3,24 visto in aumento al 4,19 nell’anno 2020.

La ‘prima della classe’, la Germania, ha un tasso vicino allo ‘zero’ (0,33%) che arriverà allo 0,75% nel 2020.

Crescita economica

Accanto al controllo dei costi, è anche la crescita economica un fattore importante. D’altra parte, più cresce il PIL (GDP in inglese), più diminuisce il tasso di indebitamento statale.

Il tasso di fiducia degli imprenditori

Nell’anno in corso, il GDP in Polonia è cresciuto del 5,1%, in aumento costante dal 2015 anche se è previsto un costante decremento verso il 3,2% del 2020. (crescita Italia 1,20% – Crescita Germania 2%)

A seguito di ciò, tasso di disoccupazione è visto in netto decremento. Dal 5,90% di oggi al 5,1% del 2020, quindi con una creazione netta di posti di lavoro.

Tanto che il numero di lavoratori è previsto passare dagli attuali 16.565.000 ai 18.000.000 del 2020, riducendo anche il tasso di disoccupazione giovanile oggi al 10,10 in diminuzione al 10%.

Aumento dei salari

Il buon andamento dell’economia, si riflette sui salari. Infatti il salario medio è destinato a crescere. Dagli attuali 4521.08 zl (1,049€) al 4850zl, ovvero 1,126€ (Italia reddito medio 2,343€).

Comparato all’Italia, ovviamente, il reddito medio polacco è senza dubbio inferiore. Questo dovuto al gap di partenza di un Paese che ha vissuto oltre 50 anni sotto l’illiberale e depressivo regime della Russia sovietica.

A questo aumento dei salari corrisponde un aumento della produzione industriale che ha raggiunto il 10,3% a luglio 2018, con un salto in avanti dal 6,8 del mese di giugno 2018.

Pur se è da evidenziare che il tasso di ‘business confidence‘, ovvero la fiducia del settore industriale verificato su oltre 3,500 aziende di tutti i settori, è sceso a luglio 2018 al 9,1 in fortissimo calo dal 18,7 del marzo 2018.

Produttività in frenata

Da tenere sotto’occhio anche l’indice della ‘produttività’, che si può intendere come il livello di produzione dato dalle materie prime e lavoro applicati.

E’ in decremento passando dal 138 di gennaio 2018 al 117,5 di aprile. Un tale dato potrebbe rappresentare una crisi nei confronti dei concorrenti internazionali specialmente nel non raggiungere quelle economie di scala utili e necessarie.

Proprio forse per questo livello di produttività non eccelso, il tasso tra import ed export, è ancora in passivo, nel senso che la Polonia importa più di quanto esporta.

A Giugno 2018, dai dati dell’ufficio statistico centrale, la Polonia ha esportato per 18,071,000€ che significa un incremento rispetto al dato precedente di 17,244,000 € ma ancora insufficienti a coprire le importazioni che sono state 18,484,000€.

La maggior parte dell’export polacco si concentra ancora si frutta, vegeali, prodotti elettrodomestici e veicoli mentre si importano beni di produzione (capital goods), prodotti chimici, minerali, lubrificanti, combustibili.

Il 79% dei prodotti importati proviene dalla Unione Europea mentre sempre verso la stessa UE, si esporta il 64%.

L’import / export della Polonia – anno 2016
(fonte:globaledge.msu.edu)

tutti i dati tratti da ‘TradingEconomics’

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