Immondizia inglese spedita in Polonia. E restituita al mittente

Tonnellate di immondizia importate illegalmente in Polonia. Un traffico redditizio che aumenta con la nascita di una 'eco mafia' di stile italiano

Una distesa di copertoni usati stoccati in maniera abusiva (fonte: UK EA)

Un quantitativo vicino alle 1000 tonnellate è quello che la Polonia si appresta a restituire al Regno Unito. E si tratta di immondizia

Secondo quanto ha riportato da The Telegraph e ripreso da più fonti, la UK EA, l’agenzia britannica di controllo ambientale, sta lavorando con le autorità polacche proprio per verificare la consistenza di questo traffico di rifiuti sulla direttrice Londra-Varsavia.

La scoperta di questo traffico è stata dovuta ad un importante incendio con colonne di fumo alte diverse decine di metri scoppiato a Zgierz, sobborgo vicino Varsavia, durante la metà di luglio.

A bruciare,centinaia di metri cubi di plastiche e rifiuti vari. Alla fine del rogo, l’analisi dell’area ha portato alla luce la stragrande presenza di imballaggi e rifiuti urbani provenienti da catene commerciali inglesi.

Eco mafia dietro questo traffico

Questo ha dato il via ad una analisi più approfondita intravedendo un vero e proprio sistema di importazione illegale di rifiuti in Polonia.

Una tale traffico, ovviamente ben organizzato, non può che richiamare alla mente l’esistenza di una ‘eco-mafia’ di cui l’Italia ha grande esperienza ricordando la ‘terra dei fuochi’ in Campania.

Il business del ‘riciclaggio sporco’ di rifiuti, è uno dei più promettenti a livello mondiale.

Un paio di anni fa, il capo dell’EA, l’agenzia di protezione ambientale inglese, Sir James Bevan, aveva messo in guardia sulla potenzialità di attrazione criminale di questo traffico che aveva valutato in 1 miliardo di sterline all’anno diventando ‘the new narcotics”, il nuovo traffico di stupefacenti ed i governi non hanno ancora capito il potenziale criminale di tale fattore.

Problema rifiuti di enorme importanza

Il problema della gestione dei rifiuti, plastica in primis, è di vitale importanza sia per il futuro e lo sviluppo dell’industria, sia ovviamente per il mantenimento di un ambiente vivibile e non contaminato.

Sempre per restare in Inghilterra, il totale di rifiuti si aggira sui 22 milioni di tonnellate con un tasso di riciclo intorno al 44-45%. La Unione Europea richiede il 50% entro il 2020 ed i Paesi EU non stanno messi tanto meglio.

Adesso che il Regno Unito è fuori dalla UE può gestire questo parametro in maniera nazionale. Ma la soluzione al problema deve essere trovata.

Polonia nel mirino dei ‘ricilatori’?

Per lunghi anni, si è cercato di esportare tali rifiuti all’estero nella considerazione che disponibilità di terre e basso costo della mano d’opera potessero essere di miglior gestione per il riciclaggio.

Ma il livello di differenziata è così basso che anche i Paesi in via di Sviluppo cominciano a rifiutare l’ingresso di questa vera e propria ‘immondizia’.

Anche la Cina, una volta avida consumatrice di plastica da riciclare per fare giocattoli e tutto quanto le ha permesso di affermasi nel mondo del ‘basso costo’, ha da gennaio 2018 lanciato una campagna di boicottaggio di import della plastica da riciclare.

Un blocco che ha messo in allarme le autorità polacche per il rischio che la nazione possa diventare base di stoccaggio illegale di rifiuti.

Il ministro dell’Ambiente, Henryk Kowalczyk, ha ricordato come ci siano stati oltre 120 depositi abusivi di rifiuti per un totale di oltre 400.000 tonnellate di rifiuti per anno.

Un volume d’affari illegale valutato in quasi 400mln di €.

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