Per Milena (Gabanelli) i ponti in Italia crollano per colpa…. della Polonia

In un video del maggio 2018, la Gabanelli si lancia in un ardito sillogismo: se crollano i ponti italiani, è colpa dei polacchi

Per Milena Gabanelli, se crollano i ponti italiani, è colpa dei polacchi

Oggi, 14 agosto, in Italia poco prima delle 12 è successa una vera tragedia: il ponte ‘Morandi’che fa parte dell’Autostrada A10 vicino Genova, è crollato.

Allo stato attuale, non si è sicuri del numero delle vittime che è certamente superiore a 20 e purtroppo destinato a crescere.

Ovvio che ancora è troppo presto per capire sia le cause e sia le responsabilità. Alle quali sta mettendo mano la magistratura italiana con un avvio di indagini ‘contro ignoti’.

Crollano i viadotti? Colpa della Polonia

Ma, pare che qualcuno, qualche mese fa, parlando dei cavalcavia che crollavano, abbia accusato di con-causa, niente di meno, che la Polonia.

Non come Nazione, ovviamente. Ma come organizzazione economica come minimo.

E’, infatti, emerso un video in data 6 maggio 2018 in cui la famosa giornalista e ‘inchiestista’ Milena Gabanelli si lancia in una strana domanda a cui vuol dare una risposta: “Cosa c’entra un cavalcavia che crolla… e la concorrenza polacca?“.

Ai tempi non si parlava del ‘ponte Morandi’ di oggi, ma di altri cavalcavia che erano crollati, provocando anche morti.

Un video in cui con la solita tempra di “offerta della verità”, forgiata dai tempi della trasmissione ‘Report’, la Gabanelli fa questo ragionamento (poco rettilineo): i viadotti italiani (pare oltre 30.000) sono gestiti dalle province; altri 14.000 dall’Anas più i concessionari autostradali; la maggior parte è stata costruita negli anni ’60; sono stati quindi ‘calcolati’ per il traffico di allora; oggi il traffico è molto maggiore; le province non hanno i soldi per la manutenzione o adeguamento; per battere la concorrenza, le aziende italiane fanno carichi che diventano sempre più pesanti: e la colpa è della Polonia.

Certo, la associazione non è così diretta, ma Milena ex Report ragiona in questi termini: per colpa del costo della mano d’opera della Polonia, gli italiani sono costretti a fare trasporti più pesanti per battere la concorrenza. E questo mette sotto stress i viadotti ed i ponti italiani. Che alla fine crollano.

Informazione da ubriaco

Il collegamento tra crolli e Polonia, è davvero da ‘ubriaco dell’informazione‘.

Chi avesse letto questo pezzo su ‘Il Corriere della Sera’ (questo il link) finirebbe col pensare che, ancora una volta, che gli italiani brava gente non sono colpevoli dello stato di manutenzione della propria Nazione e che la colpa ricade sugli stranieri cattivoni ed arraffoni. I polacchi, stavolta.

Un sillogismo, quello del costo del lavoro più basso quindi il maggior peso per i camion italiani, davvero di bassa qualità giornalistica. Una sorta di sbandata, visto che siamo in ambito stradale, della pur brava Gabanelli.

Polonia marcia avanti. Italia, marcia sul posto

Cosa c’entra se la Polonia produce a meno costo e sempre meglio con la incapacità italiana di adattare la propria capacità produttiva e le proprie infrastrutture?

L’Italia ha goduto di milioni di euro per le infrastrutture, da strade ad autostrade: dite alla Gabanelli di andare a vedere in che stato sono le autostrade nel Meridione d’Italia.

La Polonia, anche lei ha avuto dalla EU fondi strutturali per il miglioramento delle proprie infrastrutture: dite alla Gabanelli di andare a vedere che autostrade di prima classe ci sono in Polonia.

Insomma, sillogismi come questi, tendono al ridicolo. Potrebbe essere che allora gli italiani stanno perdendo quota di mercato perchè perdono più tempo a cuocere la pasta o perchè fanno colazione con cappuccino e brioche seduti al bar?

Dobbiamo dire però che il gabanelliano concetto del ‘colpa della Polonia‘ per i crolli dei viadotti italiani, Milena lo accenna e lascia nel sottotitolo e non lo riprende nel corpo dell’articolo.

Ed allora i casi sono due: o ha capito che ha detto ‘na cappellata ed ha cercato di lasciar perdere. O ha dimenticato di averlo detto e non lo ha più circostanziato.

In ambo i casi, autogol per Gabanelli.

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