Il rieletto Primo Ministro ungherese Orbán, visita la Polonia

L'Ungheria e la Polonia confermano gli stretti legami di buon vicinato. E dimostrano anche di guardare assieme al futuro

Il primo ministro ungherese, Viktor Orbán con Mateusz Morawiecki, omologo polacco

Prima visita ufficiale del Primo Ministro ungherese, neo-rieletto, Viktor Orbán che ha scelto come destinazione proprio la Polonia, facendo visita al proprio omologo, il primo ministro polacco Matusz Morawiecki.

La visita rientra nelle politiche di ottimo ‘vicinato’ che hanno i due Paesi, soprattutto in un periodo che vede i vertici della Unione Europea avere nel mirino della critica e delle minacce proprio Ungheria e Polonia.

In conferenza stampa congiunta, Orbàn ha infatti dichiarato che ”l’Ungheria e la Polonia non solo sono unite da un passato storico, ma anche da una visione comune per il futuro‘ ed ha messo l’accento sul fatto che ci sarà ‘molto lavoro da fare‘, specialmente in relazione alle discussioni sul bilancio della UE.

D’altra parte, ha continuato Orbàn, una Europa Centrale forte, che può meglio seguire gli interessi delle regioni centrali del continente europeo, servirà meglio all’interesse della intera unione europea,

Vogliamo proteggere gli interessi dei nostri agricoltori“, ha affermato. E la soluzione non è certamente la riduzione dei fondi destinati all’agricoltura. ‘Non ci opponiamo alla creazione di nuovi fondi – ha detto il Orbán – dal momento che emergono sempre nuove esigenze. Ma questo non dovrebbe essere a spese dei fondi esistenti“.

Immigrazione: la gestione deve essere delegata al nuovo Parlamento

Una questione fondamentale sui cui il ministro ha risposto, è stata rispetto l’immigrazione di massa che la Unione Europea vuole ammettere sul territorio degli Stati membri, spingendo per una politica di apertura delle frontiere.

Orbán ha affermato che questo problema è stato discusso nel corso dell’incontro con Morawiecki, mettendo in evidenza il fulcro del discorso ungherese: rendere chiaro chi decide chi può vivere all’interno del territorio di un Paese.

Sia Ungheria che Polonia, hanno ricevuto – e ricevono – fortissime pressioni dai vertici burocratici di Bruxelles per aprire a quote, certamente sempre crescenti, di immigrati. Processo a cui le nazioni del VisegradFour si sono sempre opposte.

Ma le soluzioni proposte dalla Unione Europea, sono inadeguate, secondo il Primo Ministro ungherese. Che ha messo in evidenza come “il parlamento ora seduto a Bruxelles è stato eletto prima della crisi migratoria” che quindi le decisioni sul problema migratorio dovrebbero essere lasciate al nuovo Parlamento europeo che verrà eletto l’anno prossimo. “I principi della democrazia devono essere rispettati“, ha detto.

Rispetto al tema delle migrazioni e delle soluzioni, ribadendo che l’approccio dell’Ungheria è quello di difendere i confini piuttosto che ridistribuire gli immigrati, Orbán ha comunque anche indicato che il programma ‘Hungary Helps Programme‘, ovvero il programma di aiuti alle nazioni arabe attivato dall’Ungheria, andrà avanti.

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