Garibaldi anti-semita? Un errore, e la scuola non cambia nome

La facciata della scuola nr 29 di Varsavia, intitolata a Giuseppe Garibaldi

Una polemica, che adesso pare rientrata, ha legato in questi giorni l’Italia, la Polonia, il Risorgimento e Garibaldi.

Il via è stato a causa di una iniziativa presa dalla scuola nr 29 di Varsavia, la Szkoła Podstawowa nr 29 im. Giuseppe Garibaldiego, il cui consiglio d’istituto ha (aveva?) deciso di cambiare l’intitolazione delle scuola, oggi dedicata a Giuseppe Garibaldi e la cui intitolazione risale al 1963.

Di per se il fatto poteva lasciare tranquilli italiani e polacchi. Il fatto scatenante è che la direttrice, la signora  Jolanta Lulkowska ha rilasciato delle dichiarazioni alla radio in cui ha motivato tale procedura di cambiamento indicando in Garibaldi l’autore di ‘avventure avventurose, pirateria, antisemitismo’.

Antisemitismo garibaldino

Ovviamente tutto è andato bene fino all’accusa di anti-semitismo che ha fatto smuovere mezzo mondo, dai media all’ambasciatore italiano in Polonia, Alessandro De Pedys.

Il quale ha scritto una lettera alla direttrice della scuola in cui, se da un lato non interviene nella eventuale scelta di cambiare intitolazione alla scuola, dall’altro indica – a nome del governo italiano – il sentimento di disagio per quanto attribuito a Garibaldi.

La direttrice aveva indicato che tale cambio era stato avviato perchè la comunità scolastica non si sentiva legata a questo personaggio, praticamente sconosciuto e poco vicino alla comunità locale. Tanto è vero che in una votazione, il personale ed i genitori si erano espressi in favore dell’intitolazione a Jan Bytnar “Rudy”, un eroe polacco della Seconda Guerra Mondiale. Gli altri due ‘candidati’ erano due scrittori, Wanda Chotomska e Zofia Kossak-Szczucka.

Un cambio del tutto legittimo che è però caduto sull’errore della direttrice di usare un inappropriato e, a detta degli storici, errato concetto di anti-semitismo in capo a Peppino Garibaldi.

Dopo il clamore mediatico pare che tutto stia rientrando e che la scuola non voglia più cambiare, per adesso, intitolazione, per cui direttrice, insegnanti, alunni e genitori si devono tenere un ‘patron’ di cui manco sanno l’esistenza.

 

Il sito della scuola

 

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