‘Czarna Środa’, il ‘Mercoledi Nero’ dell’aborto

Non si calma la protesta in Polonia per le politiche che rendono le pratiche abortive sensibilmente più complicate e che quindi tendono al disincentivo se non al vero e proprio divieto.

Con lo slogan ‘Mercoledì Nero‘ in molte città della Polonia si sono svolti dei cortei o delle manifestazioni a sostegno di una liberalizzazione dell’aborto.

Secondo gli organizzatori, la protesta era rivolta contro il Sejm (la Camera dei Deputati) che ha respinto, in prima lettura, del progetto di legge chiamato “Salva Donne 2017”, per la liberalizzazione delle norme sull’aborto.

Il progetto di legge prevedeva il diritto di interrompere la gravidanza su richiesta della donna entro la fine della 12^ settimana.

Durante la marcia a Varsavia, i partecipanti, stimati in circa 1.500 dalla polizia, hanno gridato i nomi dei deputati che hanno votato contro il progetto “Salva Donne 2017” e hanno urlato: “Scusati con le donne“.

La protesta è stata accompagnata, in diverse città, da cortei di contro-protesta con i sostenitori dei gruppi ‘difensori della vita’. I due tipi di cortei non si sono direttamente incrociati e non ci sono stati scontri.

Le già restrittive norme sull’aborto potrebbero essere ancora più rese vincolanti con il rischio di carcere. Lo scorso 11 gennaio il Parlamento ha discusso sulla possibilità di cancellare completamente i tre casi (violenza sessuale, malformazione, pericolo di vita per la donna) in cui è possibile l’aborto oggi in Polonia

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