Tusk, ex PM polacco, torna a giocare con la maglia bianca?

 WARSZAWA – Secondo un lungo articolo di Rzeczpospolita, quotidiano nazionale, l’ex PM polacco, Donald Tusk, parrebbe ritornato a sostenere gli interessi nazionali di fronte al novero delle Nazioni della UE.

In particolare il riferimento è alla decisione di oggi della Commissione per le Libertà Civili dell’Europarlamento in merito alla possibilità di cambiare le norme del cosiddetto ‘Accordo di Dublino‘ relativo alla gestione degli immigrati dopo il ‘primo approdo’.

In particolare oggi, infatti, è stato rilasciato un documento di questa Commissione in cui si invitano gli Stati membri a modificare la legislazione cancellando l’obbligo di accoglienza in carico al Paese di primo approdo dei clandestini, prevedendo una sorta di ‘ricollocazione automatica’ degli arrivati secondo quote legate alla popolazione di ogni Stato, al proprio PIL ed alla quota di immigrati che già sostiene.

Un progetto che da un lato non pone nessun limite all’arrivo di immigrati da tutto il mondo e dall’altro sembra fatto apposta per aprire col grimaldello le frontiere delle Nazioni che stanno resistendo a quella che è chiamata ‘invasione’.

Tusk: progetto che non funziona

Secondo Tusk, infatti, proprio queste indicazioni della Commissione non troveranno la corretta strada per diventare effettivamente legislazione europea per la mancata visione comune sulla corretta strategia da seguire.

Tutto questo, però, dovrà evitare di creare un solco profondo tra alcuni Paesi europei ostinatamente immigrazionisti ed il gruppo di Visegrad, che quasi certamente opporrà il proprio veto alle modifiche statutarie.

‘Non vedo un futuro per questo progetto speciale – ha detto Tusk ma vale la pena ricercare un accordo che non separi i polacchi e altri paesi del Gruppo di Visegrad dal resto d’Europa’.

Lo stesso Tusk, riporta sempre il quotidiano polacco, mette più in evidenza che è di maggior interesse per la UE parlare di politiche utili al controllo delle frontiere esterne che altro.

Un sostegno per la prima volta espresso da parte del Presidente del Parlamento Europeo, appunto Donald Tusk, in favore dei Paesi che si oppongono all’apertura praticamente incondizionata e senza limite di immigrati, quel Gruppo Visegrad Four (Polonia, Ungheria, Rep Ceka e Rep Slovakka) che stanno certamente facendo cambiare l’atteggiamento xenofilo all’attuale dirigenza europea, fin’oggi aperta totalmente e senza riserve a qualunque tipo di immigrazione.

Un cambiamento che, tra l’altro, sta nel mondo reale, nella mente del ‘popolo’ che quando viene chiamato ad esprimersi, fa arretrare i partiti che sono incapaci di pensare a politiche immigrazioniste che non siano l’apertura senza se e senza ma a tutti gli arrivi clandestini. Vedi ad esempio il balzo in avanti di AfD, il partito di destra in Germania o l’elezione del 31enne Sebastian Kurz che ha vinto promettendo una forte limitazione del ‘diritto di asilo’ per immigrati vari.:

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