Commissione Europea e Polonia a ‘legnate’

La foresta di Bialowieza

BRUSSELS – La Commissione Europea ha lanciato la propria campagna contro la Polonia inviando una richiesta alla Corte di giustizia dell’Unione Europea per applicare un’ammenda per il mancato rispetto della decisione di luglio su un ordine immediato per sospendere il taglio di alberi nella foresta primordiale di Bialowieza (Puszcza Białowieska).

La Commissione Europea ha accusato le autorità polacche di non aver rispettato il divieto di tagliare e bruciare la foresta e ha invitato la Corte di giustizia dell’Unione Europea ad imporre sanzioni. Il ministro dell’ambiente ha respinto le accuse e ha presentato una mozione per abrogare il divieto.

La sanzione dovrebbe essere tale da ‘convincere’ la Polonia a fermare la autorizzazioni al taglio di alberi ma “spetta alla Corte decidere se applicarli o meno“, ha detto il portavoce, Enrico Brivio.

Il governo polacco, tramite il ministero dell’Ambiente vorrà verificare la bontà del documento, ma il portavoce del ministero, Alexander Brzózka, ha comunque sottolineato che gli interventi nella foresta di Bialowieza sono determinati dalla volontà di proteggere l’habitat, le specie in pericolo e garantire la sicurezza pubblica.

Sono stati infatti presentati mappe e documenti che provano come l’intervento umano, oggi contestato, è già in atto da tempo per preservare l’ecosistema.

Contro la decisione del governo polacco, alcune organizzazioni ecologiche che hanno indicato come la decisione della Corte di Giustizia deve essere vincolante e la Polonia non può ignorare questo ordine esecutivo. In ogni caso la Corte ha dato 4 giorni alla Commissione per evidenziare le sanzioni proposte ed, ovviamente, ha indicato che sarà disposta ad accettare le contro-deduzioni della Polonia

La decisione di imporre lo stop alle procedure di taglio nella foresta ai confini con la Bielorussia, è stata formalizzata a luglio perchè, secondo quanto indicato dalla Commissione, il danno all’ambiente creato dallo sfruttamento della foresta potrebbe essere intorno ai 3,2 mld di zl.

Il tribunale ha deciso alla fine di luglio di ordinare immediatamente la sospensione della foresta primordiale di Białowieża in aree protette. Si tratta di una misura provvisoria richiesta dalla CE. Ministero dell’Ambiente in risposta alla Corte di giustizia dell’Unione europea ha scritto ai primi di agosto che ritagli di arresto nella foresta di Bialowieza, come vuole la Commissione europea, causerà danni all’ambiente, con un valore stimato addirittura di 3,2 miliardi di zł. (quasi 75mln €)

Il bello è che da un lato il Ministero dell’Ambiente polacco sostiene che le attività in essere rientrano tra le politiche proprie della direttiva Bird and Habitat, mentre la Commissione sostiene che invece sia tutto fatto proprio contro questa direttiva.


La foresta di Białowieża (in bielorusso Белаве́жская пушча, Belavežskaja pušča e in polacco Puszcza Białowieska) è un’antica foresta vergine situata lungo il confine tra la Bielorussia e la Polonia, 70 chilometri a nord di Brěst. Essa rappresenta tutto ciò che resta dell’immensa foresta che migliaia di anni fa si estendeva su tutta l’Europa.

Questo sito appartenente ai Patrimoni dell’umanitàdell’UNESCO e Riserva della biosfera si trova nella Bielorussia sud-occidentale, nel Voblast di Brest e nel Voblast di Hrodna per quanto riguarda la parte bielorussa; nel voivodato della Podlachia (190 chilometri a nord di Varsavia) per quanto riguarda la parte polacca.

Sul territorio polacco essa è protetta anche come parco nazionale e si estende su circa 100 chilometri quadrati. Sul territorio bielorusso invece la riserva della biosfera copre circa 1.771 chilometri quadrati. La parte centrale della foresta si estende per 157 km², l’area “cuscinetto” per 714 km² e la zona di transizione per altri 900 km².

Il parco nazionale e il Patrimonio dell’umanità vero e proprio si estendono per 876 km². Il confine che divide i due stati corre attraverso la foresta e, ad oggi, è chiuso sia per i grandi animali che per i turisti.

gosc.pl

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