Unione Europea: meno libertà nazionali a favore di una super-Europa

Jean-Claude Juncker

BRUSSELS – Ogni anno, a settembre, il presidente della Commissione Europea, scimmiotta quello degli Stati Uniti d’America con il ‘discorso sullo stato dell’Unione‘.

Ma mentre il presidente Americano è organismo eletto dall’intero corpo elettorale attraverso elezioni politiche a suffragio universale, questo dell’Unione Europea è un nominato, perlomeno di secondo livello, in quanto designato a maggioranza qualificata dal Consiglio Europeo. Ed il Consiglio Europeo è composto da capi di Stato e Governo molti dei quali, Italia esempio, sono a loro volta il frutto non di una nomina elettorale diretta ma di incroci e maggioranze, praticamente post elettorali.

Quindi, mentre nel discorso sullo Stato dell’Unione in USA, il Paese si ferma e milioni di americani stanno ad ascoltare chi hanno eletto o comunque hanno visto in campagna elettorale, qui a Brussels ogni anno a sentire questo presidente ci sono solo i deputati, che lo fanno probabilmente per cortesia istituzionale. Poi gli uffici stampa rilasciano i comunicati ed i giornali, in massa, fanno grancassa.

In teoria, il discorso sull’Unione dovrebbe indicare l’agenda, le cose da fare, per l’anno successivo. Quindi in questo 2017 abbiamo capito cosa vuole fare Junker entro il 2019, quando finirà il mandato.

Progetto strategico: ‘Fade the Nations” (sbiadire le Nazioni)

Junker è un politico di professione, uno che ha passato una vita in questo stadio di vita. Uno che certo non ha lo spirito da eroe, il piglio di un lottatore per il ‘popolo’.

E lo ha evidenziato nel suo ‘speech’, dimostrando di essere prone al sistema eurocentrico quando è evidente, diventa sempre un peso per il futuro serio e di lungo periodo dell’Europa, lontano dalle élite che vogliono comandarla.

Quello che Junker ha delineato, in poche parole, è la sua speranza di sbianchettare le Nazioni, sbiadirne i contorni e svuotare i contenuti. In un assalto burocratico, ovviamente spacciato per necessario per il bene di tutti.

Un bene di tutti che i giornali del mondo hanno messo in evidenza, con il richiamo ai 5 anni di economic recovery, di recupero economica dell’Europa. E Junker, su questo dato non evidenziato con numeri, ha creato la sua panna montata.

Una panna montata che ha come obiettivo, lui spera, di diminuire ancora i poteri dei singoli Stati a favore della burocrazia europea che sarebbe, in questo modo, sempre meno controllabile.

Sta spingendo per tutta una serie di ‘eurocrazie’ che diventerebbero il mostro ingestibile di questo continente. Sulla spinta delle minacce esterne, vuole una European Security Agency, che strapperebbe il cuore della conoscenza ai singoli Stati per renderli larva. Una cosa è avere in comune i sistemi di intelligence, una cosa è averli portati via.

Spinge perchè tutti gli stati accettino l’euro, facendo perdere loro forse l’ultima arma in mano propria, la moneta, che può salvare una Nazione dal declino.

Vuole che le banche siano strappate al controllo nazionale ed entrino del tutto entro la Banking Union per portare lontano il controllo dei cordoni della borsa. E se poi qualcuno non fa quello che ‘democraticamente’ l’Unione dice, i cordoni si stringeranno attorno al collo del condannato.

Controllare meglio il Sistema

Cosa meglio di fare maggior confusione per meglio governare? Dividi et impera, dicevano i Romani. Per Junker & Co, invece l’obiettivo è allargare. E’ forte l’anelito allargamento dell’Unione. Non si cerca di dividere ma si cerca di aumentare la confusione, l’apporto democratico’ di Paesi con tradizioni, culture, società, economie completamente diverse. Ma i cui capi-bastone saranno certamente puntello di sostegno alprogetto di sbiadimento delle realtà nazionali più forti.

Il colpo di teatro è la richiesta di avere un Ministro delle Finanze unico, europeiggiante. Un ministro che possa ‘supportare e favorire le riforme economiche negli Stati‘. Quindi, gli Stati come entità rimangono vivi e vegeti. Solo che vengono diretti da uno esterno: siamo alla follia programmata e cercata.

Immigrazione senza limiti. E senza freni

Ma ovviamente, lo spazio maggiore lo dedica al problema dei problemi, quello che ha forti possibilità di portare al dissolvimento dell’Europa: il flusso di immigrati inarrestabile.

E qui raggiunge il paradosso: dice che l’Europa sta proteggendo meglio i suoi confini. Ovvio che, nella torre d’avorio dei suoi anni di sola politica, l’anziano Junker ha poco interesse a capire la realtà, non sia filtrata dai suoi referenti. Ma dire che l’Europa ha confini più solidi, è da visionari inversi.

I polacchi si fanno sentire sul problema immigrazione

Le frontiere sono un colabrodo serio. E quando Paesi membri hanno attivato politiche di controllo autonome, es Ungheria, sono state bombardate dalle critiche affinchè lasciassero passare quei pochi bambini con mamme e le migliaia e migliaia di uomini che dietro di loro si nascondevano. Come può Junker dire che le frontiere sono meglio difese dalla Unione Europea?

In Italia sappiano cosa significa: taxi del mare, con navi di mezza Europa che vanno a raccogliere immigrati lungo le cose libiche e li trasbordano a terra.

Ecco perchè il richiamo buonista all’Italia come membro onorevole dell’Unione visto che non smette di far ingressare immigrati. Con uno Junker in formato xenofilo non ha paura neanche di dire che la EU ha accolto più immigrati di Canada, Usa e Australia assieme. E per lui è vanto.

Nuove vie di accesso

Certo, vive nella torre di avorio ed è pertanto felice di poter pensare di avere un ‘percorso legale‘ per l’immigrazione. Così da un lato i barconi saranno sempre soccorsi e dall’altro arriveranno pure in aereo: se hanno (dicono ma è certamente una bufala) 5.000$ per fare la traversata, non trovano 500€ per un viaggio in aereo? Secondo journey-Junker invece, in questo modo i clandestini si fermeranno dal venire.

Forse non ci saranno più clandestini, ma solo perchè saranno tutti etichettati ‘profughi’, diritto di protezione, rifugiati e le mille altre etichette inventate per permettere l’ingresso e la permanenza di tutti-tutti.

Eppure a Junker una cosa gli è sfuggita, da questo ‘speech’ autorizzato, ovvero che ha il placet dei Paesi leader, Germania in testa. Dice lui stesso che in Europa solo il 37% degli immigrati che non ha diritto, è rispediti indietro.

Quindi questo Junker-jolly dell’Europa sa che la presenza di centinaia di migliaia di migliaia di succhia-welfare, è un problema. Ma non ha il coraggio di dirlo, di avere la schiena diritta.

E non ha neanche il coraggio di affrontare l’altro grosso problema dell’immigrazione, l’islamizzazione della società europa, con un balzo indietro di mille anni verso il Medio-Evo.

Invece si piega al progetto immigrazionista del ‘melting pot’ fallito in tutti i posti in cui era stato propugnato (Francia, USA, Uk) assicurando il suo appoggio affinchè l’EU diventi approdo di chi è “perseguitato e fugge da qualcosa”. Ovvero di tutti, perchè nessuno di questi viene qui in gita.

E sono milioni e milioni già dietro l’uscio di casa nostra.

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