L’autonomia energetica della Polonia passa per il nucleare

WARSAW – Secondo quanto riportato da Warsaw Business Journal, il Ministro per l’Energia, Krzysztof Józef Tchórzewski ha detto che la Polonia ha necessità di avere almeno altre tre centrali nucleari per far fronte ai criteri ‘green’ imposti dalla Unione Europea.

Dobbiamo trovare una soluzione che permetta alla Polonia – ha detto il Ministro – di raggiungere il limite massimo di emissione di C02 a 550g per kWh. Vogliamo raggingerlo entro il 2050 tagliando, per ciò, del 50% la produzione di energia dal carbone‘.

Nucleare al posto del carbone

Una tale ipotesi di cambiamento dal carbone al nucleare, era stata già ipotizzata dalla World Nuclear Association, organizzazione che raccoglie le aziende del settore. In un documento del luglio 2017, la WNA aveva indicato per il 2025 il punto di svolta nella politica energia della Polonia con l’abbandono del carbone come elemento di maggior produzione energetica.

Nel 2015 la Polonia ha prodotto circa 165 TWh da 36 GWe in gran parte prodotte con l’uso del carbone. Infatti il carbone provvede a circa 133 TWh per la produzione di elettricità, gas 6 TWh per il gas, 10 TWh ‘biofule’ (in massima parte come elemento del cocombustione del carbone) e 11 TWh da energia eolica.

Il Ministro Krzysztof Tchórzewski

La Polonia ha, storicamente, la più grande riserva di carbone della intera Unione Europea (14 miliardi di tonnellate) e nel 2008, il 92% dell’elettricità veniva da fonte carbone, così come l’89% del riscaldamento. Circa 2/3 del consumo di gas della Polonia, circa 14 miliardi di metri cubi, viene dalla Russia. Una dipendenza che potrebbe variare in seguito all’utilizzo di tecniche di estrazione come lo ‘shale gas’.

Per la Polonia – ha aggiunto ancora il Ministro – è una soluzione corretta che da l’opportunità di evitare crisi future, se vogliamo seguire le indicazioni della UE, verso cui ci troviamo sempre in conflitto per questo argomento‘.

Meno dipendenza dalla Russia

Tralasciata quindi qualunque ipotesi di aumentare l’utilizzo di gas, che renderebbe la Polonia ancora più dipendente dalla Russia, l’orientamento è al nucleare.

Nel 2012 l’azienda di Stato, la Polska Grupa Energetyczna SA (PGE) ha avviato un piano di investimenti di 330 mld zl (circa 100mld €) tra il 2012 ed il 2035 per amentare la capacità produttiva da 13.1 GWe a 21.3, entro appunto il 2035.

Ad oggi la PGE produce energia per circa 2/3 dalla lignite mentre il resto viene praticamente tutto dal carbone. Entro il 2035 il progetto è di avere circa il 36% di elettricità usando 6GWe di produzione nucleare, 11% dal gas (quindi dalla Russia, in massima parte), 14% dalle energia rinnovabili, il 33% dalla lignite ed un piccolo 5% dal carbone.

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