La Corte Europea in favore dell’immigrazione in Europa

BRUSSELS – C’è una notizia che non riguarda direttamente la Polonia ma che le ‘arriva’ direttamente contro.

E’ la notizia per cui la Corte di Giustizia Europea, nella riunione della Grande Sezione del 6 Settembre (vedi testo), ha bocciato il ricorso di Ungheria e Slovacchia rispetto all’obbligo di ricollocamento degli immigrati arrivati in Europa via Grecia ed Italia.

L’Ungheria e la Slovacchia, che comunque avevano già avviato proprie importanti politiche di protezione dei confini delll’Unione Europea, avevano ricorso avverso la decisione presa durante un Consiglio Europeo del 22 settembre 2015 quando si decise questa pratica di riempire l’Europa di immigrati con un carico di 120.000 immigrati ridistribuiti in Europa.

Davvero questa immigrazione è temporanea?

Tale decisione fu presa ai sensi dell’art. 78 del Trattato, secondo cui, quando una situazione eccezionale colpisce uno Stato membro, si possono adottare misure ‘temporanee’, in beneficio dello Stato, o degli, Stati colpiti.

La mappa dei Paesi che fanno parte del Visegrad Four

Probabilmente una tale norma era stata pensata per grandi catastrofi, eventi sì eccezionali ma certamente ben definiti nel tempo. Non certo per un flusso, non controllato, di potenziali milioni di immigrati soprattutto economici. Una misura che di ‘temporaneo’ averebbe avuto solo il tempo di svuotare Grecia e Italia, per poi riproporsi, tale e quale.

Il ricorso, probabilmente basato su questa analisi e poggiando sulle basi legali della giurisprudenza europea, fu fatto da Ungheria e Slovacchia sostenendo la concreta indeterminatezza della decisione, su come e quali immigrati ripartire, la definizione dello status dell’immigrato.

L’Ungheria e la Slovacchia sono state sostenute in sede di dibattimento dalla Polonia, sono però ‘battute’ dalla Corte che ha invece sostenuto la legittimità dello spalmare immigrati in Europea, pur secondo un ipotetico criterio ‘temporaneo’.

Sentenza politica?

La sentenza della Corte, ha fatto gioire i Paesi che propugnano, come soluzione all’immigrazione, l’apertura di tutte le frontiere agli immigrati. Ma ha scalfito di poco il senso nazionale del gruppo Visegrad4. Anche le minacce di deferire queste Nazioni alla Corte di Giustizia, non pare stia sortendo effetti ed anzi la sentenza della Corte è stata definita ‘politica’.

Il commento di Budapest, perentorio, è che questa decisione è ‘oltraggiosa e irresponsabile” e “mette a rischio la sicurezza dell’Europa“.

Lo ha meglio definito il Ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto: “La sentenza è scandalosa e irresponsabile“. Ha poi aggiunto: “Questa sentenza è politica, non giuridica, minaccia il futuro e la sicurezza dell’Europa, è contraria agli interessi delle nazioni e dell’Ungheria“, facendo ben intendere che l’Ungheria non è disposta ad aprire i suoi confini agli immigrati.

Stessi commenti anche dal presidente della Repubblica Ceca, Milos Zeman per cui non si dve cedere al ricatto economico mettendo a rischio il Paese: ‘Penso che non dobbiamo piegarci, non dobbiamo cedere alle minacce – ha detto. Ora dico quello che a qualcuno non piacerà: nel caso peggiore è sempre meglio fare a meno dei finanziamenti europei che far entrare i migranti da noi‘.-

Una vignetta che chiarisce la posizione di Visegrad Four (fonte: 9gag.com)
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