Primo Ministro Szydlo: ‘Polexit’ improbabile’

 

WARSAW – E’ improbabile una ‘Polexit’, ovvero l’uscita della Polonia dalla Unione Europea. Lo ha confermato il premier Beata Szydlo in un incontro con gli ambasciatori a Varsavia.

Secondo quanto riportato il Primo Ministro ha chiaramente indicato che nel governo polacco non esiste nessuna discussione in tal senso, anche se ci sono ‘circoli’ che avanzano tale ipotesi.

Ciononostante, il PM Szydlo ha ammesso che si sono ‘difficoltà’ nel rapporto con l’Unione Europea ma che la discussione non può spaventare.

Polexit sottotraccia

L’ipotesi di Polexit è ovviamente legata da un lato al grosso contrasto tra i burocrati europei che, da ultimo, pensano di risolvere il problema immigrazione distribuendo gli arrivati in giro per i Paesi europei, Polonia compresa cosa cui il governo si oppone senza tentennamenti.

Ma dall’altro anche al fatto che la Polonia ha ancora la propria moneta nazionale, lo zloty, che ha peraltro contribuito in maniera non indifferente ad un tasso di cambio favorevole, permettendo il forte balzo dell’export e, quindi, la crescita del PIL degli ultimi anni. Il distacco dall’euro indica, probabilmente, la non fiducia anche nelle politiche monetarie e fiscali europee.

Di certo, il leader del partito di maggioranza, Jaroslaw Kaczynski del PiS (Prawo i Sprawiedliwość, Legge e Giustizia), non ha una particolare propensione ad una integrazione con la UE che faccia perdere il diritto e l’autodeterminazione della Polonia.

Nel marzo del 2016, la Polonia introdusse un, per così dire, elemento ‘scientifico’ in questo processo di avvolgimento attorno e dentro l’Unione Europea. Fu infatti creata una commissione aperta alle varie componenti politiche, chiamatao Parlamentarny Zespół Eurorealistyczny, Commissione Parlamentare Eurorealistica) il cui compito era di valutare i costi-benefici della relazione Polonia/Unione Europea, analizzando anche le implicazioni legali e politiche dei legami con l’Europa di Bruxells.

Tomasz Rzymkowski, presidente della Commissione e deputato di Kukiz’15 / Ruch Narodowy (Movimento Nazionale) ha a suo tempo evidenziato come il dibattito fosse importante visto anche l’estrema campagna mediatica, orchestrata dalla Germania, intesa a proporre un orientamento favorevole verso l’Unione Europea.

Secondo il pensiero di Rzymkowski, l’ingresso della Polonia nell’Unione Europea ha permesso alle maggiori economie europee di competere con l’economia polacca da una posizione di privilegio, con questo non permettendo alla stessa Polonia di emergere con una posizione di leader-ship e sviluppo tra le economie con un maggior controllo dei costi (di produzione).

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