Sempre più integrazione tra Polonia e Italia

ROMA – C‘è sempre maggior integrazione economica tra la Polonia e l’Italia. E’ quando emerge dagli indicatori economici rilasciati da KPMG lo scorso Giugno 2015.

Secondo lo studio, l’investimento diretto dell’Italia, nelle sue diverse forme, è pari a 38 miliardi di pln (poco più di 9 mld di euro) posizionando l’Italia al sesto posto dopo Germania, Olanda, Francia, Lussemburgo e Spagna.

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Sempre secondo il rapporto, sono circa 1.300 le società italiane che hanno investito in Polonia dando origine a quasi 90.000 posti di lavoro. La maggior parte sono piccole aziendine (il 67% nel 2013) con una media di 9 lavoratori a testa. In particolare 892 aziende hanno fino a 9 dipendenti  mentre 436 più di 10 dipendenti. Un gruppo questo delle microimprese che dimostra una grande vitalità con un incremento sostanziale di presenza nella Repubblica di Polonia.

La maggioranza delle imprese italiane in Polonia è ricompresa nel settore automotive, con 20 aziende che rappresentano circa 15.000 dipendenti contando per il 17% del totale.

Nel complessivo dei 38,3 miliardi di pln investiti, statisticamente la maggior percentuale è nel settore bancario/assicurativo (24,3 bln pln – 63%), produzione industriale (11,2 bln pln – 29%), commercio autoveicoli e assistenza (12, bln pln – 3%), costruzioni (0,6 bln pln – 2%), attività professionali (0,4 bln pln – 1%), oltre (0,6 bln pln – 2%).

Ed il futuro sembra avere una luce più positiva. Sempre secondo il report di KPMG, gli italiani danno fiducia al “mondo” Polonia. In particolare il “sentiment” positivo è per il 71% per l’economia nel suo insieme, 61% per il sistema economico, 56% per il sistema lavorativo, 52% per le infrastrutture, 53% per il settore pubblico. Purtroppo non c’è un parametro rispetto lo stesso “sentiment” in Italia per capire queste percentuali come si rapportano alle stesse aree in Italia.

L’interscambio Polonia/Italia è davvero importante, evidenzia il rapporto. Il settore di maggior commercio è il “food” con la Polonia che ha acquistato circa pln 2 bln (circa 500 mln €) dall’Italia nelle categorie frutti freschi e secchi (pln 455 mln), bevande alcoliche, soft drinks (pln 262 mln). La Polonia ha però esportato in Italia più cibo di quello che importa con un valore nel 2014 di pln 3,6 bln (circa 900 mln €) tra carne, prodotti da forno, uova e miele.

Secondo l’analisi di KPMG, però, una grossa percentuale dell’export italiano è concentrato sui prodotti “luxe” per i quali l’Italia è ben conosciuta. Il 22% dei “luxe” in Polonia sono made in Italy. Compreso il reparto “automobile” con un 68% delle auto di lusso registrare in Polonia che sono di marche italiane.

Questo clima di positivià si respira anche nelle intenzioni di investimento di capitale italiano in Polonia. Il 98% delle aziende coinvolte nell’analisi giudica soddisfacente il processo economico della Polonia degli ultimi 20 anni. Ed il60% di queste intende coinvolgersi in un investimento in Polonia nei prossimi 3 anni con una maggioranza (il 65%).

In particolare, le aree considerate di maggior sviluppo per possibile cooperazioni nei prossimi 10 anni, sono il cibo (57%), l’automotive (52%), i beni di lusso (44%), abbigliamento e scarpe (34%), ricreazione e servizi turistici (25%)._

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